Dopo il riconoscimento di patrimonio immateriale dell’Unesco alla cucina Italiana, arrivato a fine 2025, rimane ancora molto da fare per promuovere questo settore soprattutto tra i giovani che possono trasformare la passione in professione.
La Sala degli Atti Parlamentari della Biblioteca del Senato “Giovanni Spadolini” ha ospitato un confronto sul tema promosso dall’ITS Academy BACT e FareAmbiente.
Durante l’incontro è stata presentata la proposta di Aniello Di Vuolo, Presidente ITS Academy BACT e Presidente dell’Istituto Controllo Qualità NHACCP, che ha indicato la necessità che l’Italia si doti di un’Autorità nazionale indipendente per la certificazione e la valorizzazione dell’eccellenza gastronomica.
Il Presidente di FareAmbiente, Vincenzo Pepe, ha dichiarato:“La Dieta Mediterranea è molto più di un semplice schema alimentare. È una visione del mondo che mette al centro l’uomo in equilibrio con l’ambiente. Significa scegliere consapevolmente cosa mangiare, ma anche da dove proviene ciò che mettiamo nel piatto, come è stato prodotto e quale cultura porta con sé.”
Un riconoscimento sostenuto anche dal senatore Giorgio Maria Bergesio, vicepresidente della commissione Industria, commercio, turismo, agricoltura e produzione agroalimentare:
“La Cucina Italiana come patrimonio immateriale dell’UNESCO non è solo un traguardo d’orgoglio nazionale, ma la celebrazione di un motore economico reale che oggi vale oltre 600 miliardi di euro. Alla base di tutto c’è l’agricoltore, ‘custode’ dell’ambiente e del territorio: senza chi lavora la terra, perderemmo non solo produzione ma la nostra stessa identità. La forza del nostro modello sta nella qualità e nelle oltre 800 certificazioni DOP e IGP: una ricchezza che va difesa con investimenti, formazione e semplificazione burocratica affinché il sistema agroalimentare continui a essere una colonna portante dell’Italia”.


