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Cuori Liberi, gli animalisti denunciano i responsabili dell’uccisione dei maiali

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Oltre ai veterinari che hanno eseguito l’abbattimento, tra i denunciati ci sono anche altre tre persone: ecco di chi si tratta.

Cuori Liberi, a distanza di tre mesi arriva una denuncia contro i responsabili dell’uccisione dei maiali ospitati nel Santuario di Sairano (Pavia). Era il 20 settembre scorso quando la polizia, in assetto antisommossa, fece irruzione nel rifugio, manganellando gli attivisti che avevano provato ad opporre resistenza e consentendo ai veterinari di abbattere i maiali per frenare il contagio da peste suina africana.

Ora arriva la denuncia formale, presentata da varie associazioni e gruppi animalisti: Vita da Cani, Progetto Cuori Liberi e Rete dei Santuari per Animali Liberi in Italia. Destinatari della denuncia, i veterinari che avevano abbattuto i maiali e quelli che gli animalisti considerano i loro ‘mandanti’: la direttrice del dipartimento di veterinaria dell’ATS Pavia (firmataria dell’abbattimento), un dirigente veterinario di Regione Lombardia e il commissario straordinario per la peste suina.

L’accusa nella denuncia è quella di uccisione di animali non necessaria, perché secondo gli animalisti si sarebbe dovuto agire diversamente. “I suini erano in buona salute, confinati all’interno della struttura con tutte le misure di sicurezza previste dalla normativa e non vi sarebbero mai usciti in quanto non destinabili per il consumo alimentare umano” – spiegano le associazioni che hanno proceduto alla denuncia – “Ci sentiamo Davide di fronte al gigante Golia, sappiamo che il nostro avversario è molto più grande di noi e temiamo ritorsioni se dovessero verificarsi altri focolai come quello di Sairano. Tuttavia non potevamo esimerci da una battaglia giusta, e la storia ci darà ragione, che sostiene i diritti della categoria più sfruttata e violentata della terra: gli animali. Combatteremo affinché siano al sicuro e intoccabili almeno nei Rifugi“.

La vicenda di Cuori Liberi aveva scatenato una vasta eco di rabbia e indignazione. L’uccisione dei nove maiali (Pumba, Dorothy, Carolina, Bartolomeo, Crusca, Crosta, Mercoledì, Ursula e Spino), ma anche il modo in cui era arrivata, nelle settimane successive aveva innescato la reazione degli animalisti. Prima con una raccolta firme (a cui avevano aderito oltre 70mila persone) e poi con due manifestazioni (a Milano e Roma) per chiedere maggiore tutela nei confronti di Rifugi e Santuari e, soprattutto, dei loro ospiti.

 

 

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