Le stime della Società Italiana di Medicina Ambientale tengono conto anche ovviamente anche del maggior consumo di energia e del potenziale spreco alimentare.
Il Natale, come sempre, rilancia i consumi ma c’è anche l’altro lato della medaglia: un impatto ambientale assolutamente non trascurabile. Se l’economia vive un momento di assoluta ripresa, l’ambiente ne risente tra emissioni di CO2, consumi energetici, produzione di rifiuti e spreco alimentare. A fare una stima dell’impatto del Natale sull’ambiente in Italia è la Società Italiana di Medicina Ambientale (Sima).
Natale, l’impatto ambientale
I dati, dal punto di vista ambientale, sono tutto fuorché confortanti. Le stime sono chiare: si prevede una produzione di 80mila tonnellate solo di rifiuti in carta e cartone, mentre nel periodo natalizio i consumi di energia aumenteranno almeno del 30% rispetto ad altri periodi dell’anno, per una produzione di CO2 in atmosfera pari ad almeno 20mila tonnellate. Le emissioni inquinanti, poi, con l’aumento esponenziale degli spostamenti di persone e merci durante le Feste di Natale sono destinate ad aumentare del 130%. Non va meglio neanche sul fronte dello spreco alimentare: sulla base dei trend degli anni passati, si stima che in questo Natale 2023 gli italiani getteranno nella spazzature circa 500mila tonnellate di cibo.
Natale, energia e CO2
Alessandro Miani, presidente della Società Italiana di Medicina Ambientale, ha spiegato la metodologia che ha portato alla stima dell’impatto ambientale del Natale. “Addobbare l’albero e decorare la casa con luci e catene luminose, in Italia, produce fino a 20mila tonnellate di CO2 che vengono immesse in atmosfera, nel periodo che va dall’8 dicembre al 6 gennaio” – il punto del presidente di Sima – “I consumi energetici aumentano del 30% rispetto al resto dell’anno, con 1.600 MWh al giorno e 46.400 MWh totali solo nel periodo che va dall’Immacolata all’Epifania. Consumi che equivalgono a 650 tonnellate di CO2 immesse ogni giorno in atmosfera, tra le 18mila e le 20mila tonnellate di CO2 in tutto il periodo delle festività“.
Natale, rifiuti e spreco alimentare
I dati illustrati dal professor Alessandro Miani non si limitano certo all’impatto delle decorazioni natalizie. Occhio anche alla tradizione dello scambio dei regali: “Scartarli produrrà circa 80mila tonnellate di rifiuti in carta e cartone, pari in media a oltre 3 kg a famiglia“.
E ancora: impossibile non considerare l’impatto di grandi pranzi e cene in famiglia. “A Natale finiranno nella spazzatura circa 500mila tonnellate di cibo, soprattutto prodotti freschi soggetti a deterioramento (pasta, frutta, verdura)“, aggiunge il presidente di Sima.
Natale e trasporti, non solo CO2
Le brutte notizie non si fermano certo qui. “La nota più dolente è quella dei trasporti: i maggiori spostamenti dei cittadini sia su mezzi pubblici che privati, insieme all’incremento delle attività logistiche connesse alla spedizione delle merci, produrrà un aumento delle emissioni inquinanti in atmosfera” – avverte il professor Alessandro Miani – “Tra CO2, ossidi di azoto e altre sostanze inquinanti e/o climalternati, infatti, avremo un aumento delle emissioni del 130% rispetto al resto dell’anno, con danni diretti e indiretti tanto per la salute umana quanto per l’ambiente“.


