Dazi sulla pasta al 107%, Caramiello attacca Lollobrigida: "Basta difendere l'amministrazione Trump"

Dazi sulla pasta al 107%, Caramiello attacca Lollobrigida: “Basta difendere l’amministrazione Trump”

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Le due aziende produttrici di pasta Rummo e La Molisana chiedono un intervento del governo per scongiurare l’entrata in vigore, a gennaio 2026, di dazi al 107% sulla pasta italiana negli Stati Uniti. Il motivo della soprattassa è l’accusa di dumping ovvero di vendita a prezzi stracciati all’estero per ottenere una posizione dominante in quel mercato.

La Molisana, dopo avere prima dichiarato di essere pronta ad aprire uno stabilimento negli Stati Uniti per non perdere questo mercato, ha poi corretto la dichiarazione dell’amministratore delegato affermando di volere valutare “un ventaglio di opzioni’, compresa quella ‘di aprire uno stabilimento in America o di produrre in biologico, in quanto non tassato dagli Usa”.

Quella di dumping è un’accusa pretestuosa per produttori e governo. L’onorevole Alessandro Caramiello del Movimento 5 Stelle accusa il ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, di non fare gli interessi del Made in Italy: “Partiamo da una premessa. Il Ministro Lollobrigida è un incapace, è un incompetente politico. Due pastifici meridionali, Rummo e la Molisana, si sono lamentati di questi dazi, oltre al 15%, ma anche altri 92%, o tariffe integrative, che porteranno praticamente al 107%, i dazi verso i pastifici italiani.

Abbiamo chiesto a Lollobrigida di intervenire con forza. Lollobrigida ci ha detto che ci sono delle interlocuzioni in corso. Non basta, non basta fare post su Facebook, bisogna intervenire, basta difendere l’amministrazione Trump. Noi dobbiamo difendere il Made in Italy, dobbiamo difendere il nostro comparto agroalimentare, dobbiamo difendere il nostro Made in Sud.” 

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