“Non credo che serve l’obbligatorietà o chi controlla. Serve la cultura. Siamo più noi che ci vergogniamo”, Andrea Segrè, fondatore campagna Spreco Zero.
Davanti all’ipotesi di una doggy bag obbligatoria per legge, anche ribattezzata come “rimpiattino”, per ridurre lo spreco alimentare, l’indagine di Altroconsumo indica che 9 intervistati su 10 sono favorevoli alla norma.
La pizza è l’alimento più gettonato per la doggy bag (segnalato quasi dalla metà di chi ha risposto al sondaggio), seguito dalla carne (1 su 3). Un po’ meno successo ha la doggy bag delle bevande (acqua, vino, bevande gasate), solo 3 persone su 10 dichiara di aver fatto questa esperienza.
C’è chi ancora si vergogna a chiederla, ma sono in pochi.
Ma renderla obbligatoria è necessario? Quanto sarebbe utile per combattere gli sprechi?
Il parere di Andrea Segrè, fondatore della campagna Spreco Zero, direttore scientifico dell’Osservatorio Waste Watcher International, che ha rilasciato a TeleAmbiente un’intervista nel corso dell’11esima Giornata di prevenzione dello spreco alimentare.
“Non credo che serve l’obbligatorietà o chi controlla. Serve la cultura. Chiamarla doggy bag è sbagliato perchè dà l’idea di un avanzo per il cane. Molto bello, invece, il nome che ha battezzato la Federazione Italiana dei pubblici esercizi, il rimpiattino, che già ti dà un’idea di qualcosa che ti rimane, che puoi portare a casa. – afferma Segrè – Nell’ambito del rapporto dell’Osservatorio Waste Watcher questo dato non è in cima ai nostri pensieri, del resto i ristoratori sono già pronti. E’ difficile che non ti consentano di portare a casa l’avanzo visto che l’hai pagato. Siamo più noi che ci vergogniamo. Se si va nel mondo anglosassone si porta a casa anche il vino. Del resto costa, meglio non bere quando si guida, poi a casa ha una seconda vita e talvolta è anche più buono”.


