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E-bike, utilizzo in aumento ma servono norme specifiche

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Sul fronte della mobilità sostenibile, sempre più italiani utilizzano le e-bike, ma aumentano costantemente anche coloro che considerano necessario introdurre regole più chiare, a cominciare da un sistema di identificazione che consentirebbe di risolvere diverse criticità. È quanto emerge da un’indagine a livelllo nazionale di Unasca – Unione Nazionale Autoscuole e Studi di Consulenza Automobilistici.

Sul fronte della mobilità sostenibile, in Italia si stanno diffondendo sempre di più le E-bike, anche nelle grandi città. I vantaggi sono evidenti, ma non mancano le criticità, a cominciare dalla necessità di regolamentare questi mezzi di mobilità elettrica leggera, a partire dalla necessità di introdurre un sistema di identificazione per contrastare i furti e il mercato nero e di garantire la sicurezza e la responsabilità stradale.

Regole più chiare e controlli maggiori sono assolutamente necessari anche secondo quanto emerso da un’indagine a livello nazionale commissionata da Unasca – Unione Nazionale Autoscuole e Studi di Consulenza Automobilistici. I risultati della ricerca, consultabile a questo indirizzo web, sono anche stati presentati alla Camera dei deputati.

Intanto abbiamo visto un grande aumento dell’utilizzo di questi mezzi, e con questo anche un aumento di incidentalità ed eventuali problemi sulla strada. Un mezzo che è sicuramente utilissimo, e che vediamo che agli italiani piace, ma è anche un mezzo che preoccupa da un certo punto di vista con certe formule. Vediamo che molti sono truccati e ci siamo accorti che molti non sono vere E-bike, ma sono motorini, perché vanno solo con motore elettrico, ma non possono essere immatricolati come motorini perché non possiedono un’omologazione o un telaio, quindi sono qualcosa di ibrido” – ha spiegato Giuseppe Guarino, segretario nazionale Studi di Consulenza Automobilistica di Unasca – “Nella conferenza stampa di oggi abbiamo cercato di far capire che questi ibridi andrebbero probabilmente regolamentati come un mezzo, altrimenti ci troviamo di fronte ad un mezzo che andrebbe vietato“.

 

L’e-bike è un fenomeno da capire e quindi da accompagnare, anche perché i numeri ci consegnano queste esigenze. Siamo passati velocemente dal 3% al 20% di fruitori di E-bike e secondo me il legislatore ha il compito sempre di avere un occhio sullo spaccato della società ma soprattutto assistere una mobilità che cambia. In Commissione Trasporti ci siamo trovati a intervenire, nel 2024, parlando di monopattini e biciclette a pedalata assistita, quando il Codice della Strada non veniva riformato dal 1992” – ha spiegato Gaetana Russo, deputata di Fratelli d’Italia e componente della IX Commissione (Trasporti, Poste e Telecomunicazioni) della Camera – “È evidente che per porre i giusti anticorpi, soprattutto quando parliamo di incidenti e sicurezza stradale, bisogna intervenire prima e non dopo. Occasioni come questa, che danno la possibilità di incontri con le associazioni di categoria, con il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, e con chi ha l’occhio più attento su determinate questioni, ci consentono anche di capire prima come normare e accompagnare fenomeni che ci fanno vedere come la società stia evolvendo anche dal punto di vista dei trasporti. Faccio una battuta: quando ho preso la patente, non esistevano le bici a pedalata assistita o i monopattini, ma credo di avere qualche capello bianco in meno rispetto ad altri. Quindi, a maggior ragione, occorre avere un focus e un’attenzione sulla società che si evolve e, con essa, anche la mobilità“.

 

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