Sul fronte della mobilità sostenibile, sempre più italiani utilizzano le e-bike, ma aumentano costantemente anche coloro che considerano necessario introdurre regole più chiare, a cominciare da un sistema di identificazione che consentirebbe di risolvere diverse criticità. È quanto emerge da un’indagine a livelllo nazionale di Unasca – Unione Nazionale Autoscuole e Studi di Consulenza Automobilistici.
Sul fronte della mobilità sostenibile, in Italia si stanno diffondendo sempre di più le E-bike, anche nelle grandi città. I vantaggi sono evidenti, ma non mancano le criticità, a cominciare dalla necessità di regolamentare questi mezzi di mobilità elettrica leggera, a partire dalla necessità di introdurre un sistema di identificazione per contrastare i furti e il mercato nero e di garantire la sicurezza e la responsabilità stradale.
Regole più chiare e controlli maggiori sono assolutamente necessari anche secondo quanto emerso da un’indagine a livello nazionale commissionata da Unasca – Unione Nazionale Autoscuole e Studi di Consulenza Automobilistici. I risultati della ricerca, consultabile a questo indirizzo web, sono anche stati presentati alla Camera dei deputati.
“Intanto abbiamo visto un grande aumento dell’utilizzo di questi mezzi, e con questo anche un aumento di incidentalità ed eventuali problemi sulla strada. Un mezzo che è sicuramente utilissimo, e che vediamo che agli italiani piace, ma è anche un mezzo che preoccupa da un certo punto di vista con certe formule. Vediamo che molti sono truccati e ci siamo accorti che molti non sono vere E-bike, ma sono motorini, perché vanno solo con motore elettrico, ma non possono essere immatricolati come motorini perché non possiedono un’omologazione o un telaio, quindi sono qualcosa di ibrido” – ha spiegato Giuseppe Guarino, segretario nazionale Studi di Consulenza Automobilistica di Unasca – “Nella conferenza stampa di oggi abbiamo cercato di far capire che questi ibridi andrebbero probabilmente regolamentati come un mezzo, altrimenti ci troviamo di fronte ad un mezzo che andrebbe vietato“.
E-bike truccate: un fenomeno in crescita che richiede regole chiare.
Il fenomeno delle E-bike truccate è in crescita e richiede regole chiare per garantire sicurezza e legalità nella mobilità urbana. https://t.co/BvpILvbnrn pic.twitter.com/dP0cyCK2KG— Unasca (@Unasca) March 19, 2026
“L’e-bike è un fenomeno da capire e quindi da accompagnare, anche perché i numeri ci consegnano queste esigenze. Siamo passati velocemente dal 3% al 20% di fruitori di E-bike e secondo me il legislatore ha il compito sempre di avere un occhio sullo spaccato della società ma soprattutto assistere una mobilità che cambia. In Commissione Trasporti ci siamo trovati a intervenire, nel 2024, parlando di monopattini e biciclette a pedalata assistita, quando il Codice della Strada non veniva riformato dal 1992” – ha spiegato Gaetana Russo, deputata di Fratelli d’Italia e componente della IX Commissione (Trasporti, Poste e Telecomunicazioni) della Camera – “È evidente che per porre i giusti anticorpi, soprattutto quando parliamo di incidenti e sicurezza stradale, bisogna intervenire prima e non dopo. Occasioni come questa, che danno la possibilità di incontri con le associazioni di categoria, con il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, e con chi ha l’occhio più attento su determinate questioni, ci consentono anche di capire prima come normare e accompagnare fenomeni che ci fanno vedere come la società stia evolvendo anche dal punto di vista dei trasporti. Faccio una battuta: quando ho preso la patente, non esistevano le bici a pedalata assistita o i monopattini, ma credo di avere qualche capello bianco in meno rispetto ad altri. Quindi, a maggior ragione, occorre avere un focus e un’attenzione sulla società che si evolve e, con essa, anche la mobilità“.
E-bike, rider e regole: il caso di Padova apre un problema nazionale
Caso Padova: maxi sanzione a un rider in e-bike. UNASCA chiede regole chiare e moderne su sicurezza, legalità e tutela dei lavoratori. https://t.co/rzfMKI09zF pic.twitter.com/jeG0cOsnle— Unasca (@Unasca) March 7, 2026


