Oltre 3.000 presenze per la quarta edizione di Eco SanFra 2026, il festival dedicato alla sostenibilità che si è svolto a Perugia dal 24 al 27 settembre.
La cura di Madre Terra tra suolo, comunità e universo è stata al centro della terza edizione di Eco SanFra, il festival dedicato alla sostenibilità economica, sociale e ambientale e ispirato alla figura e al pensiero di San Francesco d’Assisi, che si è svolto a Perugia dal 24 al 27 settembre. Quattro giornate di incontri, panel, lectio, laboratori, documentari e momenti di confronto in diverse aree del capoluogo della Regione Umbria che hanno registrato oltre 3.000 presenze.
Con oltre 30 ospiti, il festival ha scelto di affrontare la sostenibilità da prospettive diverse, mettendo in dialogo scienza e cultura, ricerca e innovazione, istituzioni, imprese e comunità.
“Abbiamo toccato tanti argomenti, abbiamo parlato di suolo, di comunità, di spazio. Tutti temi che tra di loro sono connessi a cui noi abbiamo voluto dare un fil rouge con la parola ‘cura’, ovvero la cura del nostro Pianeta”, ha raccontato a TeleAmbiente Maurita Passaquieti, ideatrice e organizzatrice del festival.
“Tutti siamo invitati a partecipare e a essere degli attivisti, perché qualsiasi scelta è un attivismo che può incidere sul nostro Pianeta prendendosene cura o meno”, ha concluso Passaquieti.
Eco SanFra 2026, tanti appuntamenti incentrati sul suolo e la cura della Terra
La cura del suolo è stata al centro del panel “Carbon Farming: il carbonio nel suolo come opportunità per il clima, l’agricoltura e i territori”.
“Antoine De Saint-Exupery diceva che l’essenziale è invisibile agli occhi. Noi il suolo non lo abbiamo mai considerato, anzi era una risorsa infinita. In realtà è la base della vita. Un centimetro di suolo ha bisogno dai duecento ai trecento anni per essere formato in natura e noi in pochi giorni riusciamo a distruggere una risorsa fondamentale”, ha spiegato Antonio Brunori, segretario generale di PEFC Italia. “Ecco perché è importante fare buone pratiche e fare cultura. Eco SanFra fa questo, ma fa anche quella fondamentale azione di divulgazione. Tutelare la vita parte dal suolo.”
L’attivista climatica Sarah Finch, vincitrice del Goldman Environmental Prize 2026, ha spiegato a TeleAmbiente che ognuno di noi può dare il proprio contributo per ridurre l’inquinamento scegliendo cosa mangiare, come viaggiare, ma soprattutto collaborando insieme per chiedere ai governi un cambiamento e un passaggio dall’uso dei combustibili fossili a fonti più sostenibili.
Nel corso del panel “I Dialoghi della Terra”, l’attivista ha dialogato con Angelica De Vito, consulente Onu ed esperta di migrazioni climatiche, portando al centro del dibattito giustizia ambientale, diritti civici e partecipazione democratica. Attraverso storie concrete di appartenenza e difesa dei territori, le due donne hanno raccontato cosa significhi prendersi cura della Terra e della comunità.
Il panel “La finanza etica e sostenibile” ha affrontato il tema delle risorse economiche come leva decisiva per orientare le scelte delle imprese e dei territori. Per realizzare una transizione ecologica è necessaria una trasformazione profonda dei modelli economici e finanziari. Quale ruolo possono giocare banche, investitori e istituzioni nel guidare questo cambiamento?
“L’economia ha tanti attori, tra questi ci sono le banche che hanno un ruolo in tutti i processi. La responsabilità di ciò che viene fatto non è solo dell’ultimo attore ma di chiunque partecipa a quel processo, quindi anche delle istituzioni finanziarie”, ha dichiarato a TeleAmbiente Tommaso Rondinella, Responsabile ufficio impatto e VSA di Banca Etica.
Tra i numerosi appuntamenti in programma, anche la lectio magistralis del neurobiologo vegetale e saggista Stefano Mancuso, che ha portato la scienza a dialogare con la tradizione francescana.
“San Francesco ha perfettamente ragione quando dice che le risorse del pianeta non possono essere possedute, non sono nostre. Non possono essere possedute da qualcuno perché servono per la sopravvivenza stessa della vita, quindi la loro utilità travalica la loro possibilità di possesso”, ha spiegato a TeleAmbiente Stefano Mancuso.


