Torna Ecofuturo Festival alla Città dell’Altra Economia a Roma. Dal 7 al 10 maggio innovazione eco-tecnologica e sostenibilità al centro di convegni, corsi e workshop.
Innovazione, tecnologia e sostenibilità. A Roma, dal 7 al 10 maggio, torna Ecofuturo: l’evento che mette al centro l‘innovazione eco-tecnologica, la formazione e gli stili di vita sostenibili.
Arrivato alla sua 12° edizione, il festival prevede quattro giorni di workshop, corsi e convegni. Ospitato nella Città dell’Altra Economia a Testaccio, sarà un’occasione per far incontrare relatori e aziende provenienti dal mondo dell’innovazione eco-tecnologica, professionisti e ricercatori che presenteranno le loro innovazioni al pubblico.
“Siamo particolarmente felici che Ecofuturo torni a Roma, una città che sta provando a diventare metropoli sostenibile attraverso tante azioni, due in particolare, la rinaturalizzazione e le tecnologie. Stiamo piantando alberi nelle strade, creando nuove foreste urbane, rinaturalizzando il fiume con tutto quello che comporta per lo sviluppo della biodiversità”, ha dichiarato a TeleAmbiente Sabrina Alfonsi, Assessora all’Agricoltura, ambiente e ciclo dei rifiuti di Roma.
“Un altro tema è proprio quello delle tecnologie. Stiamo lavorando moltissimo sulle comunità energetiche, c’è un regolamento nuovo proposto dalla giunta e recepito dall’Assemblea capitolina proprio per finanziare delle comunità energetiche a partire dai tetti pubblici attraverso il PNRR, quindi scuole che diventeranno il fulcro della zona circostante. L’altro, sempre previsto dal regolamento è l’assistenza allo sviluppo delle comunità energetiche rinnovabili che partono dal terzo settore. Quindici progetti, uno per ogni municipio”, ha concluso Alfonsi.
Con il titolo “Un Mondo 99% Rinnovabile, per l’Equofuturo“, all’evento di quest’anno si parlerà di Comunità Energetiche Rinnovabili, Agricoltura 4.0, Stoccaggio della CO2, Elettrificazione del calore e Geotermia, Efficientamento energetico delle abitazioni, fotovoltaico, eolico, packaging sostenibile.
Ecofuturo Festival 2025, Capria (Ass. AERO): “Italia indietro sulle rinnovabili”
A fare il punto sulla situazione delle rinnovabili in Italia è stato Fulvio Mamone Capria, Presidente di AERO Associazione Energie Rinnovabili Offshore, ospite del panel “Un futuro tutto Rinnovabile: l’Italia e l’Europa che vogliamo”.
“L’Italia è un po’ indietro. Nonostante ci siano oltre 500 gigawatt di progetti presentati al Ministero dell’Ambiente e nelle Regioni, di fatto noi dovremmo accelerare moltissimo il potenziale di progetti non tanto autorizzati ma quelli realizzati”, ha spiegato Capria a TeleAmbiente.
“Per raggiungere gli obiettivi del 2030 dovremmo realizzare almeno 12 gigawatt l’anno per i prossimi cinque anni. è una cifra che forse non riusciremo a raggiungere. Proprio per questo noi chiediamo di accelerare le valutazioni di impatto ambientale, rendere ancora più semplificate le istruttorie, le autorizzazioni uniche, ma soprattutto fare in modo che ci sia un vero coordinamento e una concretezza nel non bloccare i progetti delle rinnovabili”, ha concluso il Presidente di AERO Associazione Energie Rinnovabili Offshore.
L’evento è gratuito e aperto a tutti ed è fruibile anche in streaming sui canali social di Ecofuturo. Qui per il programma del festival.
Nella prima giornata un panel dedicato a biogas e biometano con la partecipazione del CIB ma anche agricoltura, cambiamenti climatici e bio.
“L’attuale produzione di Biogas in Italia è significativa. Siamo il quarto produttore al mondo, il secondo in Europa dopo la Germania.”, ha dichiarato a TeleAmbiente Piero Gattoni, Presidente CIB (Consorzio Italiano Biogas). “Ricordiamo che l’Italia è il paese dove circolano maggiormente veicoli a gas naturale e quindi possono essere riconvertiti a biometano dove abbiamo anche una grande presenza di distributori e un know-how industriale sulla tecnologia sulla componentistica del gas naturale che è una delle nostre eccellenze. Ma oltre ai numeri, quello che ribadiamo oggi a Ecofuturo è l’importanza di un modello, che vede la digestione anaerobica – come tecnologica – inserirsi nell’azienda agricola non solo energia rinnovabile ma soprattutto una tecnologia in grado di spingere la transizione ecologica delle produzioni agricole.”
“Purtroppo, gli impatti sull’agricoltura dei cambiamenti climatici sono notevoli. L’agenzia europea per l’ambiente aveva avvertito nel 2019 che si poteva arrivare nei trent’anni seguenti a ridurre le produzioni nell’area europea, del Mediterraneo in particolare, anche del 50%. Purtroppo i dati che abbiamo a disposizione confermano queste previsioni molto negative. Al centro, la produzione di frumento è diminuita quasi del 35%, al sud quasi del 25%. Olio: al centro 32% in meno, al sud 12% in meno. L’uva da vino è emblematica di quello che sta succedendo, -32% al centro, -22% al sud, +8% al nord, cioè la produzione si sta spostando perché sta cambiando il clima”, ha dichiarato Maria Grazia Mammuccini, Presidente FederBio.


