Il gazometro di Roma ospita l’edizione 2025 del Blue Planet Economy Expoforum. Un evento che permette il confronto tra i principali attori dell’economia del mare.
Presentazioni, esibizioni, workshop e dibattiti animano la due giorni che vuole tracciare le prospettive per un’economia, quella legata al mare, ancora in grande parte da valorizzare. Il mare è infatti fonte di cibo, di energia e materie prime, di turismo e di salvaguardia dell’ecosistema oltre che elemento di collegamento tra popoli.
Mauro Giustibelli, Project manager Blue Planet Economy Expoforum, ha dichiarato a TeleAmbiente: “La Blue Economy in ambito europeo, in ambito mondiale, in ambito nazionale e ancor più regionale è un flusso economico, più che un comparto produttivo. L’economia del mare nella nostra regione coinvolge 55.000 imprese e diverse realtà innovative in tutti i comparti che rappresentano questa settorialità. Noi le rappresentiamo in un’area espositiva, diamo voce attraverso il programma del simposio a diverse realtà organizzative e ad alcune tematiche che sono attuali e particolarmente rilevanti.”
Laurence Martin, Segretario generale della Federazione del mare ha spiegato in che modo può crescere questa economia: “Può crescere giustamente attraverso quello che ormai sembra essere l’indirizzo scelto a Bruxelles per la semplificazione delle normative che hanno strangolato un po’ tutte le nostre imprese, grandi, piccole e medie, e anche le nuove start-up. Confidiamo anche in un passo avanti e in interventi ingenti riguardando l’innovazione, ma anche sulle nuove competenze e i quality jobs, come si dice a Bruxelles.”
Claudia Brunori, direttrice del Dipartimento sostenibilità imprese dell’ENEA, ha parlato delle diverse applicazioni elaborate dall’ENEA per ottenere materie prime: “Applicazione di particolare strategia riguarda ad esempio le materie prime critiche, quindi la chiusura del ciclo delle materie prime necessarie per le attività produttive dell’Europa che non sono prodotte e che vengono importate da fuori Europa e quindi presentano una criticità nella sicurezza dell’approvvigionamento. Tra queste, per esempio, ritroviamo il fosforo che potrebbe essere recuperato dagli scarti ittici in una perfetta chiusura dei cicli, quindi materia prima preziosa per la vita e insostituibile che in Italia importiamo praticamente al 100% e che potremmo andare a recuperare da questa fonte
alternativa. Così come il magnesio che è anche una materia prima critica e che potrebbe essere recuperata dalle salamoie che derivano dall’operazione processi di dissalazione e che quindi potrebbero poi essere riutilizzate e inserite nei processi produttivi dell’Italia.”


