Economia, il ballo in Umbria traina il settore relax e divertimento

Economia, il ballo in Umbria traina il settore relax e divertimento

Tabella dei Contenuti

L’Umbria che balla non è soltanto un’immagine evocativa e festosa, ma è un vero e proprio business che fa muovere e traina l’economia del settore. Nel secondo trimestre del 2025 le sale da ballo umbre rappresentano il 20,1% delle imprese attive del comparto relax e divertimento (94 su 468), a fronte di una media nazionale del 7,8% superata quindi di tre volte.

Il ballo, in Umbria, non è soltanto tradizione, festa e divertimento, ma è anche un motore di impresa e occupazione.

La regione Umbria, che di norma pesa per l’1,4-1,5% a livello nazionale in termini di popolazione e Pil, nel comparto delle sale da ballo arriva invece a sfiorare il 4% del totale italiano, con quasi 1.500 addetti (il 69% dell’intero settore del relax e del divertimento).

L’economia ed il business legate al relax e al divertimento comprendono sport, palestre, parchi, stabilimenti balneari, sale giochi, discoteche e altre attività legate al tempo libero.

L’analisi della Camera di commercio su dati Unioncamere-InfoCamere e Movimprese relativa al II trimestre 2025 certifica che in Italia sono attive 36.863 imprese del relax, con 116.185 addetti.

In Umbria il comparto conta 468 imprese attive, che occupano 2.130 persone.

In questo quadro le sale da ballo emergono come il vero baricentro regionale, superando per numero di addetti l’insieme di tutti gli altri sottosettori.

La provincia di Perugia concentra 362 imprese attive con 1.753 addetti (oltre l’80% del totale regionale) mentre quella di Terni conta 106 imprese e 377 addetti.

Economia, il ballo in Umbria traina il settore relax e divertimento, infografica

Nel complesso l’Umbria pesa per l’1,27% delle imprese italiane dell’economia del relax, leggermente sotto il suo peso medio in termini di Pil e popolazione. Ma, come detto, in alcune voci il quadro si ribalta.

Le sale da ballo umbre valgono quasi il 4% del totale nazionale, i parchi divertimento l’1,92% e i centri fitness l’1,75%. Più contenute le quote umbre in eventi sportivi (1,17%) e sale giochi (1,36%).

“Il dato triplo delle sale da ballo – ha spiegato in una nota la Camera di commercio dell’Umbria – non è quindi soltanto un numero: è l’indicatore di un settore che unisce economia e comunità, rafforzando l’immagine dell’Umbria come regione capace di trasformare passioni collettive in leve di sviluppo“.

Il commento del presidente della Camera di Commercio dell’Umbria, Giorgio Mencaroni

“Il dato delle sale da balloha evidenziato Giorgio Mencaroni – fotografa una regione che, nel cuore del Paese, ha saputo trasformare la voglia di socialità in un pezzo di economia concreta: 20 imprese su cento del comparto relax, contro meno di otto a livello nazionale, e quasi il 70% degli addetti”.

“È un risultato ha riferito ancora Mencaroni che ci distingue e che racconta la vitalità di un settore capace di generare lavoro e attrattività. Ma l’economia del relax non è fatta solo di piste da ballo: comprende sport, fitness, intrattenimento, parchi, con performance più in linea con la media italiana”.

“Per questo – ha concluso il presidente Mencaroni – guardiamo al dato del ballo come a un segnale incoraggiante, che ci dice quanto le identità locali possano diventare leva di sviluppo, e allo stesso tempo come stimolo per rafforzare gli altri comparti e dare all’Umbria un profilo ancora più competitivo”.

Pubblicità
Articoli Correlati