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Educazione sessuale e affettiva nelle scuole pubbliche, è ora

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Una proposta di legge, in tal senso, è depositata da tempo in Parlamento, ma c’è sempre stata una certa resistenza all’ipotesi di introdurre lezioni di educazione sessuale e affettiva, per gli studenti di tutte le età, in grado di aiutare a gestire le emozioni e la sessualità. Un incontro in Senato, organizzato dalla senatrice Alessandra Maiorino, ha visto confrontarsi esperti, associazioni e rappresentanti degli studenti, sugli obiettivi da raggiungere e sulle eventuali migliorie da apportare.

I vari fatti di cronaca lo dimostrano: è giunto da tempo il momento di introdurre l’educazione sessuale e affettiva nelle scuole pubbliche. Il problema, di enorme portata sociale ma anche culturale, riguarda un po’ tutti, non solo le giovani generazioni ma anche gli adulti. Anche per questo, c’è già una proposta di legge depositata alla Camera e in Senato, e la senatrice Alessandra Maiorino con la deputata Stefania Ascari, entrambe del Movimento 5 Stelle, hanno organizzato un incontro con psicoterapeuti, sessuologi, associazioni e rappresentanti degli studenti, proprio per confrontarsi sugli obiettivi essenziali da raggiungere e sulle eventuali migliorie da apportare. Non è ovviamente semplice, come dimostrano alcune reazioni alle proposte avanzate in passato, riuscire a veicolare il giusto messaggio, senza cadere nelle menzogne di un certo tipo di propaganda.

Noi ne parliamo da anni, ci sono proposte di legge per l’introduzione dell’educazione affettiva e sessuale nelle scuole. Questo convegno era già stato programmato diverse settimane fa, e solo il caso ha voluto che si svolgesse dopo gli episodi di cui tutti sappiamo, del gruppo Facebook ‘Mia moglie’ e di quel sito, dal nome esplicitissimo, che erano lì da anni e sono stati chiusi solo dopo decine e decine di segnalazioni” – ha spiegato la senatrice del Movimento 5 Stelle, Alessandra Maiorino – “Oggi è già troppo tardi, dovremmo smettere di parlarne tra di noi e iniziare a parlare nelle scuole, perché le nuove generazioni sono proprio le più penalizzate, non avendo strumenti di difesa e si trovano immersi in questa giungla web, dove ogni contenuto sessuale è prevalentemente un contenuto violento e insegna una sessualità violenta. Dobbiamo intervenire, come adulti dobbiamo prenderci le nostre responsabilità, è il momento di abbandonare le ideologie e finalmente agire“.

Per veicolare il giusto messaggio servono innanzitutto lo studio, la conoscenza e l’educazione, perché la propaganda è in primis ignoranza e non aiuta le vittime di violenza a sfuggire e a comprendere che ciò che stanno vivendo è violenza. Per questo motivo, il legislatore da 40 anni si è attivato scrivendo leggi importanti: penso al Codice Rosso, agli interventi sull’utilizzo del braccialetto elettronico, alla legge Saman Abbas per tutelare le vittime di costrizione o induzione al matrimonio, al revenge porn che riguarda soprattutto i più giovani” – il punto della deputata del Movimento 5 Stelle, Stefania Ascari – “Però, parallelamente a queste iniziative parlamentari, c’è sempre stato un grandissimo scoglio, che è quello dell’introduzione dell’educazione affettiva e sessuale, che significa educare, sin dalla scuola materna, i bambini ad abbattere le diversità, le disuguaglianze, ad aiutarli a gestire le emozioni, a riconoscere un corpo che cambia, si modifica e cresce. C’è bisogno di spiegazioni, di domande, perché se queste domande sulle emozioni, sull’affettività, sull’emotività e sulla sessualità, non trovano risposta nelle opportune sedi (che possono essere la scuola o gli esperti che danno un supporto alla crescita), queste domande vengono fatte in rete“.

Spesso in rete si trova la pornografia, e questa non è una accusa alla pornografia, bensì a una scuola e a una società che hanno smesso di educare, con conseguenze e danni irreparabili. Per questo, propongo di introdurre in modo sistemico e continuativo percorsi di educazione affettiva e sessuale, per fornire agli studenti e alle studentesse quello che io chiamo un alfabeto gentile delle emozioni, che aiuti i giovani a riconoscere anche quelle più difficili da esprimere” – ha aggiunto l’onorevole Ascari – “Capire e gestire le emozioni può aiutare i giovani a diventare degli adulti responsabili e maturi. Mancando questo, purtroppo, a mio avviso non riusciremo mai a contrastare un fenomeno strutturale e soprattutto culturale come la violenza sulle donne. E non possiamo permettercelo“.

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