Il periodo d’oro concentrato nel biennio 2021-2022, poi la flessione dovuta anche alle riduzioni degli incentivi previsti, tra gli altri, dal Superbonus. Restiamo comunque il terzo Paese europeo per vendite assolute di pompe di calore.
Nel biennio 2021-2022, l’Italia ha fatto grandi passi avanti sul fronte dell’efficientamento energetico anche grazie al boom fatto registrare dalle pompe di calore. Un vero e proprio exploit reso possibile dai bonus previsti per l’efficientamento energetico degli edifici, a cominciare dal Superbonus 110% e dall’Ecobonus, che hanno consentito ai cittadini di ricevere detrazioni fiscali. Lo conferma un rapporto di ricerca di Gold Bathroom, che ha analizzato l’andamento delle pompe di calore in tutti i Paesi dell’Unione europea e nel Regno Unito.
I dati confermano per l’Italia un boom senza precedenti: nel 2022 sono state vendute nel nostro Paese circa 513 mila pompe di calore, con un aumento del 35% rispetto al 2021. Nel decennio precedente, tra l’altro, le vendite medie annue erano di circa 250 mila unità, con il dato che è più che raddoppiato dopo l’introduzione del Superbonus. Alla fine del 2022, in Italia si contavano circa 3,25 milioni di pompe di calore, che coprivano oltre il 27% del mercato dei sistemi di riscaldamento. La restante percentuale continua invece ad essere costituita, principalmente, da caldaie a gas. Il Superbonus e altri incentivi hanno coperto oltre il 65-70% dei costi delle pompe di calore, rendendo il mercato italiano uno dei più interessanti in Europa. “Questo incentivo, straordinariamente generoso, ha reso di fatto gratuiti (o addirittura redditizi) gli interventi di ammodernamento delle pompe di calore per molti, determinando un’impennata nell’adozione“, spiegano gli autori del rapporto di ricerca.
Oltre al vantaggio della riduzione dei costi per i consumatori, c’è poi il beneficio per l’ambiente, come confermato anche dall’ENEA, l’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile. Con il boom delle installazioni di pompe di calore grazie al Superbonus, si sono ridotte significativamente le emissioni domestiche. Il Centro Comune di Ricerca dell’Unione europea ha rilevato che, nell’attuale mix elettrico italiano, sostituire una caldaia a gas con una pompa di calore riduce le emissioni di CO2 di un’abitazione di circa il 73%. “Con la conversione di molte case più vecchie alle pompe di calore, l’Italia ha ottenuto notevoli risparmi di emissioni durante questo periodo, riducendo anche le bollette energetiche per i consumatori. Il Paese ha anche investito nell’espansione della propria base produttiva e di installatori di pompe di calore, prevedendo una crescita a lungo termine“, spiegano ancora da Gold Bathroom.
Tutto positivo, quindi? Non proprio. Già nel 2023, con le continue riduzioni degli incentivi previsti dal Superbonus, il mercato italiano ha visto un notevole rallentamento. Se nel 2022 le nuove installazioni di pompe di calore erano state poco meno di 514 mila, infatti, l’anno successivo il dato si è fermato a circa 345 mila, con un calo di circa il 33%. Un calo, in un certo senso, fisiologico e comunque atteso, sia perché il boom del 2022 era assolutamente irripetibile, sia perché gli incentivi previsti dal Superbonus erano diventati meno vantaggiosi. Ad ogni modo, a livello europeo l’Italia rimane sul podio delle vendite assolute, superata solo da Francia e Germania.
Al momento, l’Italia mantiene alcuni incentivi e normative per provare a garantire una continuità rispetto al biennio d’oro delle pompe di calore. L’Ecobonus offre detrazioni fiscali al 65%, mentre è vietato installare nuove caldaie a gasolio. Ci sono poi i fondi europei del Pnrr che possono essere utilizzati per promuovere ulteriormente le pompe di calore, mentre resta in piedi l’ipotesi di adottare, in futuro, misure restrittive che possano portare ad eliminare gradualmente le caldaie a gas nei nuovi edifici entro il 2035. “L’esperienza italiana evidenzia come incentivi potenti possano accelerare l’adozione delle pompe di calore e di come gli aggiustamenti delle politiche possano portare a fluttuazioni a breve termine” – spiegano da Gold Bathroom – “Nel complesso, dal 2022 al 2025, l’Italia ha compiuto enormi progressi nell’implementazione delle pompe di calore, grazie al Superbonus, e ora sta calibrando le sue politiche per sostenere la crescita in modo più attento al bilancio“.


