In occasione della Festa di Sant’Antonio Abate, a Piazza San Pietro, nello Stato del Vaticano, sono stati benedetti gli animali. Coldiretti: “Quasi una stalla su dieci è a rischio”.
Qualcuno lo descrisse come un uomo accerchiato da centinaia di amici a quattro (o a due) zampe, qualche altro come un eremita nel deserto e qualche altro ancora come un religioso in preghiera giorno e notte. Oggi, martedì 17 gennaio 2023, è la Festa di Sant’Antonio Abate, fondatore del monachesimo cristiano e patrono degli animali.
Secondo la tradizione, questo anacoreta egiziano vissuto nel III° secolo dopo Cristo dedicò la sua intera esistenza ai più bisognosi. E così, dopo avere lasciato la sua agiata famiglia, l’eremita si mise al servizio di Dio. A fare compagnia a quest’uomo furono soltanto gli animali. Ed ecco perché, secondo le dicerie del tempo, Sant’Antonio Abate fu l’unico a riuscire a parlare con mammiferi, uccelli, rettili, anfibi e pesci. Secondo una leggenda, l’eremita riuscì a guarire perfino un maialino malato.
Ancora oggi il fondatore del monachesimo cristiano è considerato il protettore delle stalle. Proprio per questo, in ricordo di un legame così intenso tra esseri umani e cuccioli, in tutta Italia il 17 gennaio si onorano, tra gli altri, asini, capre, galline, mucche e pecore.
“Quasi una stalla su dieci è in una situazione così critica da portare alla cessazione dell’attività per l’esplosione dei costi con rischi per l’economia e l’occupazione, ma anche per l’ambiente, la biodiversità e il patrimonio enogastronomico nazionale“, ha dichiarato la Coldiretti in occasione della tradizionale benedizione del bestiame a Piazza San Pietro, nello Stato del Vaticano.


