Dal definanziamento dei fondi Pnrr per le comunità energetiche rinnovabili alla nuova normativa ETS2, passando per la decarbonizzazione, la direttiva Case Green e l’uso ottimale delle biomasse. Il punto di Katiuscia Eroe, responsabile Energia di Legambiente.
Una due giorni molto ricca di incontri e confronti, quella del Forum QualEnergia, organizzato da Legambiente e dal Kyoto Club e giunto alla sua XVIII edizione. Tanti i temi trattati, tra cui diversi approfondimenti sulle ultime novità che riguardano la transizione energetica. Dal definanziamento dei fondi Pnrr per le comunità energetiche rinnovabili (C.E.R.) fino alla direttiva europea Case Green, passando per la decarbonizzazione e soprattutto la nuova normativa europea ETS2, il sistema di scambio di quote di emissioni di gas serra o climalteranti. A fare il punto sugli argomenti dei vari panel è Katiuscia Eroe, responsabile Energia di Legambiente.
“Abbiamo affrontato lo sviluppo delle varie configurazioni dell’autoconsumo, tra cui ovviamente le comunità energetiche rinnovabili che in questi giorni sono un tema di piena attualità per quelli che sono stati i tagli al bando del Pnrr a 10-15 giorni dalla scadenza del bando. Questo ha poi messo in allarme e preoccupato tutti quei soggetti che si sono mossi per presentare i progetti prima della scadenza. Una mossa gestita molto male, perché c’è stato un taglio di 1,4 miliardi di euro a pochi giorni dalla scadenza. Ora daremo battaglia per vedere come quei progetti che sono rimasti fuori dal bando del Pnrr verranno poi reinseriti nelle varie risorse che il governo ha detto di voler utilizzare per finanziare queste realtà che hanno un ruolo fondamentale dal punto di vista sociale” – ha spiegato Katiuscia Eroe a TeleAmbiente – “Parlando di efficienza energetica ed ETS2, la famosa tassa europea sul carbonio che entrerà in vigore a partire dal 2027 o dal 2028 (vedremo cosa accadrà in Europa), va detto che se, non gestita bene e non accompagnata da strumenti strutturali in grado di aiutare le famiglie e le piccole e medie imprese, porterà un aumento dei costi energetici e dei trasporti fino a 230 euro a famiglia. Parliamo di circa 2,5 volte quella che è la media della bolletta elettrica delle famiglie, su questo Legambiente e il Kyoto Club sono al lavoro per stimolare il governo a mettere in campo tutta una serie di azioni fondamentali anche per il raggiungimento della direttiva Case Green“.
“L’Italia ha assunto degli impegni e dovrebbe recepire la direttiva Case Green, ma non sta facendo nulla, perché dovrebbe presentare un piano di riqualificazione degli edifici nelle peggiori classi energetiche. Non c’è alcun dibattito, con le scadenze imminenti, dietro questa direttiva e sarà fondamentale, anche qui, continuare a stimolare il governo affinché anche su questo tema si attuino al più presto delle politiche che possano aiutare le famiglie, a partire da quelle più vulnerabili, e le piccole e medie imprese” – ha aggiunto la responsabile Energia di Legambiente – “Voglio però aggiungere che il problema inizia a riguardare sempre di più anche le famiglie a medio reddito. Oggi arrivare alla fine del mese sta diventando complicato anche per le famiglie che hanno redditi più alti. Se guardiamo quelli che sono i costi della spesa, o il numero di famiglie sempre crescente che non riesce neanche più a curarsi, è fondamentale ricordare che il vettore energetico diventa base sociale per aiutare le famiglie ad avere una maggiore capacità di spesa. Questo tema diventa centrale proprio per migliorare la qualità della vita delle persone“.
“C’è poi il tema delle biomasse: se gli impianti vengono studiati, progettati e realizzati bene, possono svolgere un ruolo importante non solo in ambito energetico, ma anche nella filiera del recupero del legname” – ha concluso Katiuscia Eroe – “Qui dobbiamo considerare il cosiddetto cascame, cioè il legname di scarto da altre tipologie di filiera e da altri utilizzi, come ad esempio quello edilizio. Il legname di scarto può essere utilizzato all’interno di impianti dimensionati sulla filiera e in cogenerazione“.


