Foruma Acqua, Legambiente chiede che la resilienza idrica sia al centro dell'agenda politica

Forum Acqua, Legambiente chiede che la resilienza idrica sia al centro dell’agenda politica

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Una governance integrata delle risorse, finanziamenti adeguati per l’efficientamento della rete idrica e una maggiore prevenzione dell’inquinamento insieme al risanamento ambientale delle zone più contaminate, sono questi i tre pilastri su cui si basano le proposte di Legambiente al governo per superare l’emergenza idrica.

Siccità, alluvioni e inquinamento delle acque sono fenomeni che compongono la sfida che deve affrontare il nostro paese. In un contesto caratterizzato dalla crisi climatica, la mancanza di una visione d’insieme, sottolinea Legambiente, ha acuito l’emergenza.

Nella VII edizione del Forum nazionale Acqua, Il report dell’Osservatorio Città Clima di Legambiente ha registrato, dal 2017 al 22 settembre 2025,  142 eventi con danni legati a una siccità prolungata.  Secondo i dati della Protezione Civile dal 2013 al 2022, 179 gli stati di emergenza sono stati aperti per una ricognizione del danno che supera i 15 miliardi di euro a cui si sommano i danni alluvionali dell’Emilia-Romagna, Toscana e Marche del 2023.

Tra le proposte indirizzate al Governo, l’associazione ambientalista chiede di mettere al centro dell’agenda politica la resilienza idrica.

La crisi climatica, il problema dei depuratori inefficienti o mancanti, delle reti colabrodo e delle mancate bonifiche dei siti di interesse nazionale che gravano principalmente sulle acque sotterranee o di falda, ma anche le inadempienze dell’Italia rispetto alle direttive europee sull’acqua – dichiara Stefano Ciafani, presidente nazionale di Legambiente – ci ricordano l’urgenza di risolvere le criticità e adottare una governance integrata della gestione delle risorse idriche. La resilienza idrica deve essere messa al centro dell’agenda politica italiana, con i principi fondamentali richiamati dalla Strategia europea di ridurre i consumi e migliorare l’efficienza. Una strategia che è stata definita in alcuni casi ambiziosa ma non incisiva a causa della mancanza di target vincolanti, ma che non per questo manca di mettere a sistema gli aspetti e i settori rilevanti per il cambiamento necessario a migliorare la gestione delle risorse idriche.

Da qui il nostro appello al Governo Meloni al quale indirizziamo 10 proposte per una strategia nazionale della risorsa idrica che sia davvero efficiente e sostenibile. Le nostre proposte indicano una direzione chiara da intraprendere per rendere il ciclo integrato e resiliente delle acque uno dei pilastri su cui costruire il Clean Industrial Deal made in Italy che serve al nostro Paese”.

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