Presentato nello stabilimento ASG Superconductors della Spezia il primo magnete per il progetto DTT – Divertor Tokamak Test alla presenza del Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica Gilberto Pichetto Fratin.
Produrre energia pulita e sicura con la fusione nucleare. Il primo magnete per il progetto DTT – Divertor Tokamak Test, la macchina sperimentale 100% italiana in costruzione presso il Centro Ricerche ENEA di Frascati (Roma), è stato presentato il 26 maggio nello stabilimento di ASG Superconductors della Spezia, alla presenza del Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica Gilberto Pichetto Fratin.
Con oltre 6 metri di altezza e 16 tonnellate di peso, il magnete superconduttore rappresenta il vero e proprio ‘cuore’ tecnologico del progetto DTT. Il Divertor Tokamak Test rappresenta un’iniziativa di frontiera, tutta italiana, finalizzata alla produzione di energia pulita, sicura e su larga scala, attraverso lo stesso principio fisico che alimenta il Sole e le stelle: la fusione nucleare.
Il magnete presentato alla Spezia è il primo dei 18 che verranno realizzati da ASG Superconductors, specializzata in tecnologia superconduttiva per energia e medicale, con sede e stabilimenti in Liguria.
Giorgio Graditi, direttore generale ENEA ha evidenziato: “Siamo particolarmente orgogliosi di contribuire, con le nostre competenze e infrastrutture, a questo risultato che rappresenta un importante passo in avanti nella roadmap per la realizzazione della facility DTT e in generale per l’energia da fusione. Nel panorama della ricerca scientifica e tecnologica del settore della fusione nucleare, ENEA riveste un ruolo di primaria importanza e contribuisce in modo significativo, nei suoi centri di eccellenza di Frascati e Brasimone (Bologna), allo sviluppo di tecnologie innovative e di frontiera, agli studi sulla sicurezza degli impianti e sul loro impatto ambientale. Oggi possiamo rendere disponibili infrastrutture di calcolo avanzato così come progettare componenti ad alta complessità tecnologica, come cavi e magneti superconduttori”.
Il progetto DTT è promosso da un consorzio che vede la partecipazione di ENEA, Eni e numerose università e istituzioni di ricerca italiane. L’iniziativa prevede un investimento complessivo superiore ai 600 milioni di euro e si stima possa generare un impatto economico e occupazionale pari a circa 2 miliardi di euro. La realizzazione del DTT potrà fornire risposte cruciali ad alcune delle principali sfide verso la produzione di energia da fusione, come la gestione dei flussi di potenza estremamente elevati generati dal plasma.
Francesco Romanelli, presidente DTT ha dichiarato: “La realizzazione del primo magnete toroidale del progetto DTT segna una tappa fondamentale non solo per la nostra macchina sperimentale ma per l’intera filiera della fusione in Italia. È la dimostrazione concreta che ricerca pubblica e industria privata, quando lavorano in sinergia, possono affrontare con successo sfide scientifiche e tecnologiche di portata globale. Il magnete che presentiamo oggi è il frutto di un lavoro straordinario: un concentrato di innovazione, precisione ingegneristica e know how che pone il nostro Paese tra i protagonisti della fusione nucleare come fonte di energia pulita e sostenibile.”
“DTT è nato per accelerare la transizione energetica, formare nuove generazioni di ricercatori e tecnologi e contribuire in modo determinante alla costruzione dei reattori del futuro, in grado di produrre energia non solo pulita ma di fatto inesauribile. Oggi questo ulteriore risultato concreto, ci consente di guardare avanti con ancora più fiducia e determinazione”, ha concluso Romanelli.
Marco Nassi, amministratore delegato di ASG Superconductors ha dichiarato: “Oggi celebriamo la produzione del primo magnete superconduttore per il progetto a fusione italiano DTT di ENEA, un importante traguardo tecnologico e industriale. ASG ha realizzato il cuore magnetico dei più importanti progetti internazionali per la fusione nucleare quali ITER, JT60SA, JET e W7-X e collabora con successo e spirito proattivo con ENEA sui temi fusione, in ottica dei futuri progetti italiani quali DTT e di quelli europei ed internazionali.
Che cos’è la fusione nucleare?
La fusione nucleare è un processo che mira a produrre energia elettrica rinnovabile, inesauribile, in modo intrinsecamente sicuro, utilizzando lo stesso meccanismo che ‘accende’ gli astri. L’energia scaturisce dall’unione di due nuclei di elementi molto leggeri quali, ad esempio, l’idrogeno; dalla reazione scaturiscono un neutrone e l’elio, un gas nobile ampiamente utilizzato nella vita quotidiana.
Non vengono prodotte emissioni di gas serra, né rifiuti radioattivi e non sono possibili incidenti che coinvolgano la popolazione: infatti, gli unici materiali radioattivi (la parte di combustibile costituita da trizio e i prodotti di attivazione generati durante il funzionamento) sono all’interno della camera di reazione che non ha contatti con l’esterno. Oltre al rispetto dell’ambiente e alla sicurezza intrinseca, la fusione rende possibile lo sviluppo di tecnologie innovative applicabili in numerosi campi.
Esistono due modi per indurre la fusione: quello basato sul confinamento magnetico, in cui grandi magneti formati da materiali superconduttori imbrigliano il gas idrogeno confinandolo all’interno di una ciambella dove viene scaldato fino a raggiungere temperature di oltre 100 milioni di gradi in uno stato particolare chiamato “plasma”. Un altro modo è invece basato sul confinamento inerziale, in cui potenti fasci laser incidono su piccole sfere congelate di deuterio e trizio comprimendole e scaldandole fino a raggiungere le condizioni in cui si verificano le reazioni di fusione.


