Lo spettacolo è meraviglioso; una nuvola rosa a mezz’aria plana sopra gli stagni, l’effetto però è devastante; decine di risaie distrutte.
A causare la devastazione sono i fenicotteri, gli animali hanno preso di mira le risaie del ferrarese distruggendone l’80% del raccolto.
Gli animali sono alla ricerca di molluschi e crostacei ma nella foga creano dei solchi nel terreno spezzando le piantine nella fase più delicata. Dopo la riduzione della produzione causata da siccità ed eventi estremi i fenicotteri rischiano di dare il colpo mortale alla produzione del riso.
Potrebbero scomparire le produzioni a Lagosanto, Ostellato, Jolanda, Berra e Codigoro. Così lamentano a Il resto del Carlino i produttori di riso della zona che si sono attrezzati con scacciacani, ronde di notte a colpi di clacson e fari puntati sugli animali per cercare di spaventarli.
“Qui siamo noi a rischiare l’estinzione, chi da generazioni continua a difendere questa coltura”, dichiara Giampaolo Cenacchi, risicoltore, vicepresidente del Consorzio Riso del Delta del Po, presidente regionale dei risicoltori di Confagricoltura al giornale. Cenacchi racconta che gli agricoltori si sono organizzati in ronde notturne per avvistare i fenicotteri e scacciarli prima che possano smuovere il terreno impedendo alle piantine di riso di crescere.
Una possibile soluzione potrebbero essere le coltivazioni interrate come suggerito da Massimo Piva, risicoltore, vicepresidente Cia. Senza il sostegno del governo è però difficile pensare che i risicoltori possano fare tutto da soli.


