G20, FAO: "Sicurezza alimentare riguarda pace, stabilità e dignità umana"

G20, FAO: “Sicurezza alimentare riguarda pace, stabilità e dignità umana”

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È entrata nel vivo la riunione ministeriale degli Esteri del G20. Il Sudafrica ospita l’evento che quest’anno adotta il motto: “solidarietà, uguaglianza e sostenibilità” e per la prima volta a guidare l’evento è un Paese africano.

Il G20, (gruppo dei 20) è un Forum internazionale che rappresenta due terzi della popolazione mondiale e il 75% degli scambi commerciali internazionali. Il Forum permette a Paesi in diverse fasi di sviluppo di elaborare soluzioni a questioni economiche e finanziarie globali.

Al Forum partecipano 19 Paesi e due entità regionali; Argentina, Australia, Brasile Canada, Cina, Francia, Germania India, Indonesia, Italia, Giappone, Corea, Messico, Russia, Arabia Saudita, Sudafrica, Turchia e, regno Unito, Stati Uniti e Unione europea e Unione africana.

“La sicurezza alimentare riguarda la pace, la stabilità e la dignità umana”, ha ricordato ai ministri degli Esteri riuniti a Johannesburg il direttore generale della FAO, QU Dongyu. Il commercio internazionale gioca un ruolo cruciale nel garantire la sicurezza alimentare poiché permette al cibo di raggiungere efficacemente le regioni in deficit alimentare.

I dati delle Nazioni Unite stimano 733 milioni di persone al mondo in condizioni di fame, 2,3 miliardi in condizioni di insicurezza alimentare e 2,8 miliardi di individui privati dall’accesso a diete salutari. Una delle maggiori minacce alla sicurezza alimentare sono i conflitti armati, Gaza e Ucraina così come ad Haiti e nel Sahel. Altro fattore evidenziato dalla FAO è l’abbandono dei sistemi agroalimentari in regioni caratterizzate dall’instabilità accelera il collasso economico. Questa dinamica è evidente in Paesi come la Repubblica democratica del Congo, il Mali o il Niger in cui i pastori sono spinti a competere per le risorse sempre più limitate a causa del fallimento delle politiche agricole.

Oltre a questi fattori, gli eventi estremi resi sempre più frequenti dalla crisi climatica costituiscono un ulteriore ostacolo al raggiungimento dell’Obiettivo Fame Zero stabilito all’interno dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite. Secondo Qu Dongyu, queste sfide minacciano la nostra abilità di assicurare un sistema agricolo stabile e rischiano di approfondire le diseguaglianze globali. Proprio il diseguale accesso a innovazione, tecnologia, diete salutari e risorse naturali sono causa della debolezza del sistema agroalimentare.

Dobbiamo agire adesso per assicurare l’impegno politico e gli investimenti necessari a garantire cibo nutriente e sano per tutti”, ha concluso Qu.

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