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Genova, via l’asfalto: la depavimentazione contro le isole di calore

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Nota anche come depaving, la tecnica di rimuovere cemento e asfalto per favorire interventi di rinaturalizzazione ha preso ormai piede in tutto il mondo, Italia ed Europa comprese. È il Comune di Genova, però, il primo del nostro Paese ad aver previsto incentivi fiscali (anche per i privati), inserendoli nel proprio Piano urbanistico comunale (Puc). Tra i vantaggi, non solo temperature più sopportabili, ma anche meno rischi di allagamento, più biodiversità e un maggiore benessere psicologico per chi vive in città.

Rimuovere asfalto e cemento per aumentare il verde urbano e contrastare, in primis, le isole di calore, garantendo ai cittadini un ambiente urbano più vivibile specialmente nel contesto del cambiamento climatico, con le ondate di calore sempre più lunghe e intense soprattutto in estate. La depavimentazione, o depaving, è già realtà in diverse città europee e italiane, ma è il Comune di Genova a fare da ambizioso apripista, con la Giunta guidata da Silvia Salis che l’ha inserita, per prima nel nostro Paese, nel proprio Piano urbanistico comunale (Puc).

In Europa, le città che più hanno puntato sulla depavimentazione sono Parigi e diversi Comuni olandesi e belgi, mentre in Italia il Comune di Milano ha inserito alcuni progetti nel Piano Area Clima, quello di Bologna ne ha previsti di analoghi con il programma Bologna Verde e quello di Roma, seppur in misura minore, ha optato per il depaving nella nuova stazione della Metro C di Porta Metronia. Genova, però, ha deciso di sbloccare incentivi anche ai privati per interventi di depaving a tutti i livelli.

Come ha spiegato l’assessora all’Urbanistica e Verde urbano, Francesca Coppola, i primi interventi si concentreranno nelle aree periferiche, essendo più complicati nel centro storico, e il Piano prevede sgravi per chi, invece di costruire marciapiedi e parcheggi, si occuperà per dieci anni di installare aiuole, giardini o prati. Dove non potrà arrivare l’ente pubblico, cioè il Comune, sarà così possibile ovviare con l’intervento privato, nell’ambito di una sinergia che si preannuncia, almeno potenzialmente, molto promettente.

Il tutto sarà ovviamente calibrato in base alle dimensioni delle opere di rinaturalizzazione, ma i vantaggi della depavimentazione sono indubbi e lo dimostra quanto questi interventi, concepiti inizialmente negli Stati Uniti sul finire dei primi anni 2000, abbiano preso piede in tutto il mondo, Italia compresa. Poiché asfalto e cemento sono in grado di trattenere le radiazioni solari, nei periodi più torridi dell’anno si rischia di amplificare l’effetto delle isole di calore, che viene invece mitigato dalla presenza di vegetazione.

Inoltre, rimuovere asfalto e cemento e sostituirli con la terra, consente di assorbire l’acqua e favorire il processo di evapotraspirazione, con l’acqua che da un lato passa dal terreno all’aria e dall’altro, invece di essere convogliata verso le fogne tramite tombini e caditoie spesso ostruiti, arriva velocemente alle falde. Senza dimenticare, tra l’altro, che aggiungere piante e alberi in ambito urbano non solo rende le temperature più sopportabili, ma favorisce la biodiversità grazie ad un habitat più adatto per uccelli e insetti. Con la conseguenza indiretta, ma tutt’altro che trascurabile, di favorire il benessere psicologico di chi vive in città spesso caotiche, stressanti e asfissianti, non solo per il caldo estremo.

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