Il patriarcato diventerà un elemento da museo in un futuro lontano, secondo il World Economic Forum si raggiungerà l’eguaglianza di genere, in Europa, solo nel 2148 ma ActionAid ha già creato il MUPA, Museo del Patriarcato, per mettere in mostra le dinamiche ingiuste e discriminatorie che regolano il rapporto tra sessi nel 2025.
Il museo presenta reperti come programmi televisivi in cui a parlare di aborto sono solo uomini, buste paga più basse per le donne a parità di ruolo, uomini pronti a spiegare alle donne materie in cui queste sono più preparate di loro o simulatori di catcalling; le molestie per strada travestite da complimenti.
nel suo secondo giorno di apertura il MUPA (che è stato aperto a ridosso del 25 novembre,Giornata contro la violenza sulle donne, ha ospitato un dibattito “La cultura come atto politico di trasformazione” in cui diverse relatrici hanno analizzato il ruolo della creatività e della cultura a servizio della trasformazione sociale.
Isabella Orfano, Esperta di diritti delle donne di ActionAid, ha raccontato la genesi del progetto: “ActionAid lavora da molti anni sul tema dei diritti delle donne e parte dei diritti delle donne è il diritto a vivere una vita senza violenza, realizziamo interventi, realizziamo molti progetti ma realizziamo anche attività di ricerca proprio per cercare di capire quali sono, non solo quali sono le politiche in Italia antiviolenza ma come
funzionano, se funzionano e cosa è necessario promuovere e portare avanti e quindi avanziamo delle richieste alla politica.
Crediamo fortissimamente nel realizzare maggiormente la prevenzione primaria, ovvero tutte quelle politiche e interventi che fanno in modo che la violenza proprio non si realizzi e quindi cambiare sostanzialmente tutte quelle norme sociali, quelle norme culturali che ne permettono la produzione e la riproduzione. Questa è la grande sfida da realizzare perché è anche quella più difficile perché significa cambiare una mentalità di un intero paese sostanzialmente.
Il museo si chiama MUPA, il museo del patriarcato e sostanzialmente nasce da dati della ricerca che abbiamo realizzato quest’anno che si chiama “Perché non accada” e riguarda proprio la prevenzione primaria della violenza maschile contro le donne.
Abbiamo indagato vari ambiti per proprio far vedere dalla mattina quando una donna si sveglia fino alla sera, che comincia magari a guardare il suo cellulare e quindi attraverso il mondo digitale, al mondo fisico, prende un mezzo di trasporto, va a scuola, va al lavoro, va a un evento pubblico eccetera, come attraversa tante disuguaglianze di genere che caratterizzano la sua giornata e che sono poi quelle disuguaglianze che possono portare alla violenza. Allora attraverso questi dati è nata poi l’idea di realizzare questo museo.
Il museo ci porta nel futuro perché è come se noi adesso in questo spazio fossimo nel 2148, non è un dato a caso, è l’anno che ha stabilito il World Economic Forum, l’anno che ha stabilito in cui raggiungeremo l’uguaglianza di genere, è l’ultimo report che è pubblicato a giugno, ovviamente in Europa, stiamo prendendo in considerazione l’area europea.


