Ci sono decine di navi pronte a salpare verso Gaza e migliaia di volontari in lista d’attesa pronti ad imbarcarsi. Mentre le morti per fame continuano a salire nella Striscia e i governi si limitano a condannare con formule più o meno generiche i crimini commessi dall’esercito israeliano, sono le persone comuni di diversa nazionalità, credo, estrazione sociale e visione politica a provare a rompere l’isolamento del popolo palestinese.
La situazione vissuta in Palestina viene definita dagli attivisti come una Nakba infinita. Nakba; la catastrofe, è la parola con cui i palestinesi definiscono la cacciata dalle proprie case di almeno 700mila persone seguita alla guerra del 1948 e alla fondazione di Israele.
La Global Sumud Flotilla dovrebbe salpare da diversi porti del Mediterraneo a fine agosto. Il 31 agosto dovrebbero partire i gruppi di Barcellona e Genova, il 4 settembre quelli che aspettano in Sicilia e a Tunisi. “Sumud” in arabo significa resistenza, una parola cara al nostro paese e a tutti coloro che ritengono moralmente doveroso non rimanere impassibili a guardare il tentativo di cancellare un intero popolo come se non fosse mai esistito.
La parola genocidio, dapprima appena sussurrata da pochi, ha acquistato sempre più volume nel dibattito pubblico fino ad essere oggi comunemente utilizzata per descrivere il massacro quotidiano dei palestinesi. Quello che è forse ancora più importante dell’unanimità sull’utilizzo del termine giuridico genocidio, un parte preponderante dell’opinione pubblica riconosca la volontà del governo di Israele di annientare i palestinesi in quanto tali.
Le imbarcazione della Flotilla trasporteranno medicinali e alimenti destinati alla popolazione. Le probabilità di successo sono molto scarse visto i precedenti interventi in acque internazionali di Israele che ha bloccato, arrestato e poi espulso i membri delle imbarcazioni che hanno già provato a rompere l’assedio.
Un primo successo parziale della missione è garantito dalle adesioni all’iniziativa. Personaggi noti come il fumettista Zerocalcare, che ha diffuso un video in cui invita ad aderire alla spedizione, lo storico Alessandro Barbero, che in un video ha definito importante il sostegno “di tutti quelli che sperano che il mondo ritrovi un po’ di dignità”. Attori come Susan Sarandon e Mark Ruffalo si sono schierati con la Flotilla mentre Greta Thunberg, creatrice dei Fridays For Future ha annunciato che parteciperà alla spedizione, dopo avere già fatto parte della missione della Freedon Flotilla.
Sul Manifesto Maria Elena Delia, referente per l’Italia del Global Movement to Gaza invita chiunque voglia ad unirsi alla lotta: “Invitiamo tutte le persone a cui stanno a cuore non solo i diritti dei palestinesi, ma quelli di ogni singolo essere umano, a sostenerci in ogni modo possibile. Le barche salperanno per dire che Gaza non è sola. E non è un caso che tutto parta dal Mediterraneo. Il mare che separa e unisce, che da anni inghiotte vite umane e ora diventa teatro di solidarietà. La flottiglia attraverserà rotte solitamente percorse da guerre, profitti e traffici: per la prima volta, sarà una flotta civile a reclamare spazio, vita e dignità.”


