Global Sumud Flotilla, ripartita verso Gaza per aprire un corridoio umanitario

Global Sumud Flotilla, ripartita verso Gaza per aprire un corridoio umanitario

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È ripartita da Barcellona la Global Sumud Flotilla, dopo un primo stop dovuto alle condizioni meteo, i volontari della spedizione hanno ripreso il mare per aprire un corridoio umanitario a Gaza.

Le venti imbarcazioni portano beni di prima necessità diretti in Palestina e presto si ricongiungeranno con le altre barche, una trentina, già partite o in procinto di farlo dal porto di Genova o dalla Tunisia. L’arrivo nella Striscia di Gaza è previsto per metà settembre.

Proprio a Genova i portuali hanno sostenuto i volontari in partenza promettendo di bloccare tutte le merci che passano dal porto dirette verso Israele se dovessero perdere il contatto con i volontari o se questi dovessero essere aggrediti. Grazie a un sistema di tracciamento è possibile seguire l’avanzata della Flotilla e documentare eventuali azioni violente ai suoi danni. Israele ha già dichiarato di voler trattare i membri dell’equipaggio come terroristi e di essere pronta a riservare loro il carcere duro.

La Flotilla conta con volti noti come Greta Thunberg, creatrice dei Fridays for Future o gli attori Susan Sarandon e Liam Cunningham. Le tre precedenti spedizioni della Flotilla finora tentate sono terminate con il blocco di Israele in acque internazionali e l’espulsione forzata dei membri dell’equipaggio. Questa volta i volontari sperano che Israele non riesca a bloccare tutte le imbarcazioni e che lo sfondamento del blocco navale possa riuscire. L’intento è dimostrare che la società civile può sostituirsi ai governi mondiali incapaci di assicurare la sopravvivenza del popolo palestinese.

Il blocco degli aiuti imposto da Israele ha causato lo stato di carestia nella Striscia come denunciato dalle Agenzie Onu: La FAO (Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura), l’UNICEF, il WFP (Programma alimentare mondiale delle Nazioni Unite) e l’OMS (Organizzazione mondiale della sanità) hanno emesso un comunicato stampa congiunto con il quale hanno chiesto un intervento immediato per evitare la morte per fame di migliaia di persone.

Le agenzie hanno ribadito che la carestia deve essere fermata a tutti i costi. “Un cessate il fuoco immediato e la fine del conflitto sono fondamentali per consentire una risposta umanitaria senza impedimenti e su larga scala che possa salvare vite. Le agenzie sono anche seriamente preoccupate per la minaccia di un’offensiva militare intensificata nella città di Gaza e per qualsiasi escalation del conflitto, poiché ciò avrebbe ulteriori conseguenze devastanti per i civili dove le condizioni di carestia già esistono. Molte persone – in particolare bambini malati e malnutriti, anziani e persone con disabilità – potrebbero non essere in grado di evacuare.”

Secondo le proiezioni entro la fine di settembre, oltre 640.000 persone si troveranno a fronteggiare livelli di insicurezza alimentare catastrofica in tutta la Striscia di Gaza.

 

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