"Riscoprire tutto quello che offre il mondo agricolo per riavvicinarsi all'essenza territoriale". Intervista a Gloria Barana, stilista veronese fondatrice del brand Filotimo.

Agricoltura e fibre naturali per una moda etica e sostenibile: gli abiti dell’agristylist Gloria Barana

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“Riscoprire tutto quello che offre il mondo agricolo per riavvicinarsi all’essenza territoriale”. Intervista a Gloria Barana, stilista veronese fondatrice del brand Filotimo.

Unire estetica e responsabilità ambientale per realizzare abiti con tessuti innovativi, coniugando mondo agricolo e naturale con un modo di vestire etico e sostenibile.

Questo è l’obiettivo su cui si fonda il brand Filotimo creato dalla stilista veronese, o meglio, “agristylist“, Gloria Barana, scelta anche come ambasciatrice del Veneto da Donne Coldiretti in occasione della sfilata Rome Fashion Show #HauteCouture, evento nazionale del mondo dell’alta moda con uno spazio dedicato anche all’abbigliamento ecofriendly.

Cresciuta in una famiglia di sarte, con origini radicate nella campagna, Gloria ha raccontato a TeleAmbiente la filosofia e l’innovazione del suo brand.

“Abbiamo scelto di utilizzare fibre naturali che coniugano meglio il benessere nel momento in cui vengono indossate. Non tutte le fibre naturali sono sostenibili, ecco perchè abbiamo fatto una selezione di quelle a meno impatto, come la lana, che per rientrare in questa categoria richiede una serie di certificazioni; la canapa, una fibra estremamente vituosa dal punto di vista ambientale; l’ortica o il cotone biologico, spiega la stilista.

 

Agricoltura e moda nel brand Filotitmo

Agristylist è un epiteto che mi porto dietro da molti anni e che mi fa molto sorridere. Questo perchè, quando sono partita, ho cercato il più possibile, a livello stilistico ed estetico, di allontanarmi da questo mondo rurale. Quando ho iniziato l’abito in fibra naturale era molto associato, ad esempio, al classico camicione. Ho cercato di fare uno stile molto urbano, dalle linee pulite, colori scuri, cose molto minimali. Il concetto che sta alla base di tutto è molto vicino a questo termine ‘agristylist’. Si tratta di un tentativo per riscoprire tutto quello che il mondo agricolo, in maniera più ampia, il mondo naturale offre, di riavvicinarsi così all’essenza territoriale. – afferma Gloria Barana – L’attenzione che si pone a quello che mangiamo, si ponga anche sull’abbigliamento, un aspetto della nostra vita presente tanto quanto il cibo“.

Per dare spazio a questo tipo di moda e bloccare l’ascesa di aziende non sostenibili e di quelle che promuovono un modello di business come quello del fast fashion, Gloria spiega che “la cosa più importante sarebbe quella di porre un limite a livello produttivo. In ambito moda la sovrapproduzione è il problema più grande. Se continuiamo a produrre troppo, quel troppo sarà sempre in eccesso e saranno tutte risorse sprecate”.

 

Produzione lenta, riciclo e riuso dei tessuti

“Il nostro catalogo di prodotti è semplice e composto da pochi pezzi. Abbiamo una collezione continuativa a cui affianchiamo delle uscite stagionali. La prima ci permette di proporvi dei capi basici e senza tempo testati e ritestati che sono per noi una garanzia in termini di modelli e materiali. Le collezioni stagionali invece sono studiate per proporvi delle novità che riteniamo interessanti, nuovi tessuti o collaborazioni. Cerchiamo di non rincorrere le tendenze ma di produrre i capi ragionando sulla loro funzione e utilità. I colori sono quasi sempre neutri e pensati per abbinarsi bene tra loro anche mescolando pezzi di collezioni diverse. Le taglie sono morbide o con possibilità di essere regolate a seconda delle varie vestibilità e questo ci permette di produrre meno pezzi per modello”, si legge sul sito del brand Filotimo.

In merito al concetto di riciclo,  “nella produzione dei nostri abiti cerchiamo di limitare al massimo gli scarti tramite un attento studio della modellistica e del piazzamento su stoffa. Inevitabilmente, però, ci sono delle rimanenze che in parte utilizziamo internamente per realizzare alcuni dei nostri accessori e in parte consegniamo ad altre realtà”. Gli scarti vengono “donati a scuole elementari e materne per la realizzazione di progetti creativi o agli studenti delle scuole di moda per la realizzazione di book merceologici“.

 

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