674 chili di confetture e succhi di frutta a rischio botulino sono state sequestrate dai Nas. A causa di un processo di pastorizzazione inadeguato il cibo era a rischio di sviluppare la tossina mortale all’interno dei contenitori.
Sporcizia, polvere e guano sono state trovate tra gli scaffali di un’azienda bolognese la cui attività è stata sospesa. In totale erano 1.500 i vasetti e le bottiglie ancora sporchi, perché già utilizzati, che venivano nuovamente riempiti senza prima essere sterilizzati. Tutti i contenitori risalivano ad un periodo compreso tra il 2010 e il 2018. La merce sequestrata aveva un valore pari a 15mila euro. Una multa di 4.500 euro è stata comminata all’azienda.
L’ispezione che ha permesso di individuare la violazione delle norme di sicurezza alimentare rientra nelle iniziative della campagna “Estate Tranquilla 2025” del Comando dei Carabinieri per la Tutela della salute di Roma. I controlli sono stati intensificati dopo i casi di morti per botulino che si sono verificati quest’estate in Italia.
L’Istituto Superiore di Sanità ricorda che “il botulino è un microrganismo anaerobio, vale a dire che si sviluppa in assenza di aria, che si può ritrovare nel suolo, nei sedimenti e nella polvere, sotto forma di spora. Gli alimenti possono venire a contatto con le spore, ma diventano pericolosi soltanto se permettono il passaggio della spora a cellula vegetativa, consentendo lo sviluppo del microrganismo. È infatti in questa fase che avviene la produzione delle tossine responsabili della malattia. Gli alimenti che non permettono lo sviluppo del botulino e sono quindi sicuri sono tutte le conserve naturalmente acide o acidificabili (per esempio la passata di pomodoro e i sottaceto), le conserve preparate con alte concentrazioni di zucchero (marmellate e confetture) o sale (conserve alimentari in salamoia o salate con salagione a secco). Sono inoltre sicuri tutti quegli alimenti consumati freschi come l’insalata. Tutte le altre conserve alimentari per essere sicure necessitano di trattamenti di sterilizzazione, che non possono essere effettuati in casa, ma soltanto a livello industriale. Per questo motivo la maggior parte dei casi di botulismo è correlata a conserve di produzione domestica e solo raramente sono implicati alimenti industriali.”
Il Comando dei Carabinieri ricorda che il rischio botulino “si presenta in modo particolare nei food truck e nelle attività di street food, dove conserve e preparazioni artigianali, se non correttamente lavorate e conservate, possono trasformarsi in un serio pericolo per i consumatori. Le attività ispettive del N.A.S. Carabinieri di Latina proseguiranno nei prossimi giorni nelle province di Frosinone e Latina, con particolare attenzione alla ristorazione ambulante e allo street food, per prevenire rischi sanitari, garantire il rispetto delle norme e tutelare la salute di residenti e turisti.”


