-7% della raccolta del grano duro, questo il dato sul cereale più consumato in Italia che ancora una volta sconta l’arrivo incontrollato di prodotto estero nel mercato europeo.
Consorzi Agrari d’Italia (CAI) e Coldiretti fanno un bilancio della campagna cerealicola 2024-2025 giunta quasi a conclusione. Sebbene la qualità del grano sia in crescita calano le superfici coltivate in alcune aree, in media tra il 6% e l’8%, ma a Sud e nelle Isole il calo tocca il 10%. Lo strumento su cui punta CAI per sostenere il reddito dei coltivatori sono i contratti di filiera; va in questo senso l’iniziativa “Cereale Sicuro”, un’offerta pensata per valorizzare il lavoro degli agricoltori italiani che possono assicurarsi così, fin dall’inizio della semina, un compratore certo.
Gianluca Lelli, Amministratore delegato di CAI, fa un bilancio della situazione: “Il prodotto in campagna c’è. Ritornano a sud delle produzioni normali, verso i 45 quintali ettaro, dai 20 quintali dell’anno passato. Centro-nord si mantengono le produzioni più classiche. Per quello che riguarda il grano tenero abbiamo un leggero incremento delle produzioni, anche degli investimenti, quindi anche delle produzioni, la qualità si pronuncia buona. Sicuramente quest’anno la sorpresa sui cereali è stata l’incremento dell’orzo, il 3-4% in più, e dei cereali minori a iniziare dal faro. Se abbiamo detto le luci della produzione, le ombre invece sono legate sicuramente all’andamento dei prezzi, aggravato tutto anche da una situazione molto instabile di basso valore del dollaro. Ci sono delle ombre perché come tutti gli anni ci stiamo preparando, soprattutto sul duro, l’invasione di grano straniero dal Canada, dalla Turchia, che arriva sempre il momento di raccolta e deprezza i nostri prezzi. E sono le ombre in un mercato che non è mai stato così brillante, perché le richieste di grano non sono mai state così elevate come negli ultimi sette anni, quindi il mercato tira. Su questo ovviamente noi abbiamo bisogno di dar stabilità e garanzie, e garanzie di reddito soprattutto ai nostri agricoltori. I contratti di filiera sono lo strumento principe per prontare queste difficoltà, per poter dare delle sicurezze. Noi ne facciamo solo sui cereali oltre una ventina.”
La campagna cerealicola 2024/2025 si sta per chiudere con segnali complessivamente positivi, soprattutto in termini di qualità delle colture, ma non mancano elementi di preoccupazione, a partire dalla contrazione delle superfici coltivate in alcune aree #grano
— Coldiretti (@coldiretti) May 27, 2025


