Ad Assisi (Pg) il congresso nazionale della Flaei Cisl, tra autonomia energetica e nucleare

Ad Assisi (Pg) il congresso nazionale della Flaei Cisl, tra autonomia energetica e nucleare

Tabella dei Contenuti

Assisi (Pg) ha ospitato il XX congresso nazionale della Flaei-Cisl. Nuova governance della transizione energetica, nucleare ed autonomia energetica, questi alcuni dei temi strategici trattati nel corso della tre giorni. Gli oltre 100 delegati hanno riconfermato come segretario generale della Flaei-Cisl, Amedeo Testa. Nello speciale di Teleambiente le interviste con Testa, con Gian Luca Artizzu (Ad di Sogin) e con Ciro Di Noia, segretario generale Flaei-Cisl Umbria.

 

Ad Assisi, in Umbria si è svolto il XX congresso nazionale della Flaei-Cisl. Una tre giorni in cui si è parlato delle sfide che il settore elettrico ed energetico dovrà affrontare nei prossimi anni.

Nuova governance della transizione energetica, nucleare, contenuti da dare alla proroga delle concessioni. E ancora: riavviare la contrattazione del comparto elettrico, formazione e giovani, ma soprattutto la proposta-choc lanciata dalla Flaei: “Gestione pubblica della rete nazionale, regista unico del sistema elettrico”. Proposta che ha ottenuto l’apertura del ministro Pichetto Fratin.

Questi alcuni dei temi trattati nel corso del congresso.
Gli oltre 100 delegati provenienti da tutta Italia, hanno riconfermato come segretario generale della Flaei-Cisl, Amedeo Testa.
Con le telecamere di Teleambiente, eravamo li.

“Io parto da una premessa ha detto Amedeo Testa – quando si parla degli obiettivi dell’agenda 2030 o al 2035, al 2050 per quanto riguarda il Green Deal noi abbiamo come Flaei-Cisl un po’ contestato alla radice queste date magiche. Sono date entro le quali non possiamo raggiungere quegli obiettivi per motivi tecnici, tecnologici, non per cattiva volontà, poi è chiaro, che se ci fosse meno burocrazia potremmo fare qualcosa in più. Noi per raggiungere quegli obiettivi dovremmo almeno rifare la rete completamente, ormai lo dicono tutti, e a rifare la rete ci vogliono trent’anni”.

“Per cui ha sottolineato Amedeo Testa se ci vuole una rete completamente rifatta, resiliente, ridondante, chiamiamola come come ci pare, e per fare questo ci vogliono trent’anni, non è una questione di soldi, ma c’è proprio un discorso di tempo, quindi quegli obiettivi sono irrealizzabili. Noi abbiamo fatto un’operazione verità e abbiamo detto, appunto, che le date magiche non esistono, peraltro la realtà sta dimostrando proprio questo, cioè che alcune cose non si riescono a fare”.

“Quello che tengo a chiarire – ha aggiunto Amedeo Testa è che non è cattiva volontà degli operatori, del governo, di quant’altro, ma è proprio un dato tecnico e strutturale”.

“L’obiettivo ha continuato Amedeo Testa a Teleambienteio credo che debba essere quello di abbassare la bolletta agli italiani. Ricordo che il presidente di Confindustria ha detto che i costi della bolletta stanno straziando le imprese, non sa più come dirlo. Molte delle crisi industriali sono semplicemente l’alto, altissimo costo dell’energia, quindi se dovessi dire quale è il primo obiettivo, è il discorso delle bollette”.

“L ‘ Italia purtroppo ha un grande problema ha ricordato il segretario Amedeo Testa – non sarà mai autonoma energeticamente perché non ha fonti primarie: non abbiamo il petrolio, non abbiamo il gas, non abbiamo il nucleare, quindi noi le ‘cose grandi’ non le abbiamo, per cui questi sono obiettivi veramente difficili da realizzare o forse impossibili da realizzare proprio e non perché io voglia essere negativo”.

“Se penso per esempio alle rinnovabili – ha osservato ancora Amedeo Testa – penso che tutte le materie prime sono in Cina e in parti dell’Africa, che sono già occupate dalla Cina, e quindi, anche lì, andiamo verso una dipendenza, quindi noi siamo messi male. Per questo, la nostra ricetta, è anche quella di iniziare a riparlare di nucleare e portare aventi le fonti rinnovabili, per quello che è possibile, sapendo che del gas, purtroppo o per fortuna ne avremo bisogno per tantissimo tempo. Per abbassare le bollette bisogna fare cose importanti. Noi abbiamo fatto delle proposte, ma non sarà facile abbassare le bollette. Non c’è una soluzione possibile, dobbiamo essere molto realisti”.

La politica sta facendo la sua parte?

“C’è da dire ha evidenziato Amedeo Testa – che questo governo, abbiamo fatto un incontro con il Ministro Pichetto Fratin che ci ha onorato della sua presenza, già avendo chiamato il ministero della ‘Sicurezza Energetica’, testimonia l’attenzione al tema, dimostrando di aver capito che è una questione strategica. Noi abbiamo dato un giudizio sostanzialmente positivo sul ruolo di questo governo perché ci sembra che rispetto al passato ci sia meno ideologia. C’è anche da dire che visto che la realtà si va imponendo da se, anche questo governo ha dovuto prendere atto che certe cose non si possono fare e certe cose si possono fare, per esempio, riparlare di nucleare, è un fatto che si sta imponendo da sé”.

Nel corso della tre giorni, si è svolta anche una tavola rotonda ‘Reti Elettriche, mercati e governance’, a cui hanno partecipato alcuni esponenti apicali del settore elettrico, da Stefano Besseghini di Arera, Filippo Brandolini di Utilitalia, Guido Bortoni di Cesi e Gian Luca Artizzu. Amministratore delegato di Sogin.

“Sogin – ha riferito Gian Luca Artizzu a Teleambiente – è una delle poche aziende italiane rimaste a mettere davvero le mani sul nucleare anzi, in Italia sarebbe anche l’unica, perché l’altra è Enel, ma gli impianti li ha all’estero. Il ritorno al nucleare vedrebbe Sogin tra i protagonisti come conduttore. Sogin non fabbrica reattori, ci sono altre realtà italiane che lo fanno, Sogin sarebbe quindi un conduttore e potrebbe valorizzare i propri siti, proprio con il ritorno al nucleare”.

“Il ruolo del nucleare ha precisato Artizzu – è quello di stabilizzare il sistema. Il nucleare produce carico di base cioè la parte più pregiata all’interno di un sistema elettrico, cioè quello che riesce a dare sicurezza al sistema, quello che fa funzionare le parti di base di uno stato: gli ospedali, la sicurezza, la telefonia, i dati. Tutto ciò che deve funzionare senza pausa può essere nutrito dal nucleare, questo è il ruolo vero del nucleare in un sistema elettrico”.

Gli svantaggi

“Gli svantaggi ha proseguito l’ad di Sogin – ci sono in qualsiasi tecnologia, anche la tecnologia più pulita, tipo l’idroelettrico e il geotermico, hanno dei difetti, non esiste la tecnologia perfetta. La realtà però è che il nucleare è la fonte energetica più sicura in assoluto e questo lo dicono le statistiche internazionali ed è quella che occupa meno spazio, a parità di terawattora (Twh) prodotti. Sostanzialmente è la più pregiata in assoluto. È vero che ci sono dei difetti ed è vero che ci sarà sempre il problema della gestione dei rifiuti, che però noi sappiamo gestire, quindi è un problema risolto, ma è anche vero che il valore che apporta è molto molto superiore a quelli che possono essere considerati i suoi difetti”.

“Tutto ciò che è vivente ha spiegato Gian Luca Artizzu sempre a Teleambienteè radioattivo perché contiene Carbonio-14, Potassio-40, ma è blandamente radioattivo. La centrale nucleare in realtà non emette niente, anche durante gli incidenti di Three Mile Island e di Fukushima, in realtà le centrali non hanno emesso niente verso l’esterno. La centrale di Chernobyl, un unicum nello spazio civile, perché in occidente non c’è mai stata una centrale come quelle, non è esplosa da un punto di vista nucleare. Quell’esplosione fu chimica, esplose l’idrogeno all’interno del locale”.

“Quello che è successo lì – ha ribadito Artizzu – non può succedere in un impianto occidentale, infatti gli impianti occidentali, hanno garantito, come dicevo prima, il minor numero di morti per terawattora (Twh) prodotti, meno dell’idroelettrico, meno del petrolchimico, meno di qualsiasi altra”.

In conclusione il commento di Ciro Di Noia, segretario generale Flaei Cisl Umbria: “Abbiamo la possibilità di fare grandi investimenti legati al Pnrr, quindi ci sono in ballo grosse opportunità e le aziende elettriche della nostra regione non devono fallire, c’è bisogno di un incremento di personale che sia sempre più specializzato e qualificato”.

Pubblicità
Articoli Correlati