Durante una spedizione scientifica nell’Artico a 3.000 metri di profondità, Greenpeace ha scoperto un monte sottomarino sconosciuto popolato da coralli bambù, crostacei e spugne.
Straordinaria scoperta negli abissi dell’Artico. Durante la spedizione scientifica ribattezzata “Deep Arctic Expedition”, Greenpeace ha individuato nuovi ecosistemi sommersi ricchi di biodiversità. Quaggiù, a 3.000 metri di profondità, in uno degli ambienti più vulnerabili del pianeta Terra, per un mese il Remotely Operated Vehicle (ROV) ha ripreso un monte sottomarino sconosciuto popolato da coralli bambù, crostacei e spugne. Urgente, a maggior ragione, salvaguardare aree tanto antiche quanto fragili sotto la giurisdizione della Norvegia. Il motivo?
Proprio qui nel 2024 Oslo ha aperto alle attività di estrazione mineraria nei fondali. Le immediate proteste di ambientalisti, ricercatori e cittadini hanno sospeso, però, l’iniziativa almeno fino al 2029. Da qui, dunque, l’esposizione del banner con la scritta “Listen to the science!” (“Ascoltate la scienza!”) a 2.300 metri di profondità per ribadire l’importanza della tutela del pianeta Blu.
“Questi habitat sono straordinariamente ricchi di vita e di potenziale valore scientifico, ma rischiano di essere compromessi prima ancora di essere studiati adeguatamente”, ha dichiarato Alessandro Giannì, Responsabile relazioni istituzionali e scientifiche di Greenpeace Italia.
Di certo, le immagini pubblicate l’8 giugno 2026, in occasione della Giornata mondiale degli oceani, assieme ai campioni biologici raccolti, potrebbero fornire elementi decisivi per l’istituzione di nuove Aree Marine Protette (AMP) a salvaguardia dell’intero Globo.

