I bambini nati dopo il 2020 vivranno molti più eventi meteo estremi

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Secondo uno studio pubblicato su Nature, i nati dal 2020 in poi saranno esposti per tutta la vita a un numero molto maggiore di ondate di calore, incendi, alluvioni e uragani rispetto alle generazioni precedenti, anche con un riscaldamento globale contenuto a +1,5 °C.

I bambini nati dopo il 2020 saranno esposti a un numero di eventi meteo estremi molto superiore rispetto alle precedenti generazioni. A dirlo è un nuovo studio pubblicato sulla rivista Nature nel quale gli scienziati hanno calcolato la probabilità che inondazioni, uragani, incendi boschivi e ondate di calore possano colpire in tutto l’arco della loro vita i bambini e le bambine nate all’inizio del decennio.

I risultati restituiscono un quadro decisamente allarmante. Più della metà dei bambini nati nel 2020, cioè circa 62 milioni di persone, saranno esposti per tutta la vita a ondate di calore “senza precedenti”, anche se il riscaldamento fosse limitato a 1,5 °C rispetto al periodo pre-industriale. Cioè la soglia indicata negli Accordi di Parigi sul clima come quella da non superare per evitare le conseguenze peggiori del riscaldamento globale.

Il problema è che quella soglia l’abbiamo già superata. Secondo il servizio climatologico europeo Copernicus, nel 2024 l’anomalia climatica è stata di +1,6°C. Secondo gli scienziati è presto per dire se si tratta di un superamento strutturale della soglia critica. Ciò che è certo, però, è che tutti i modelli previsionali parlano di un aumento delle temperature ben al di sopra del grado e mezzo.

Se così fosse, spiega lo studio, gli attuali bambini di tutto il mondo conosceranno un clima profondamente diverso da quello che abbiamo conosciuto noi e i nostri antenati. Se la temperatura globale salisse di 3 °C, un bambino nato nel 2020 vivrebbe, nel corso della sua vita, il doppio degli incendi e dei cicloni tropicali, il triplo delle inondazioni, cinque volte più siccità e il 36% in più di ondate di calore rispetto a un bambino nato nell’Ottocento.

Tutte conseguenze di un clima impazzito a causa dell’utilizzo smodato, da parte dell’essere umano, di petrolio, gas e carbone che immettono nell’atmosfera quantità elevate di anidride carbonica e altri gas a effetto serra. E dunque, per frenare il riscaldamento globale ed evitarne le conseguenze peggiori, fanno sapere i ricercatori, bisogna passare al più presto a un sistema energetico basato su fonti rinnovabili e pulite come solare, eolico e idroelettrico.

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