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Ictus, Pm 2.5 e temperature in aumento tra i maggiori fattori di rischio

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Lo smog è responsabile globalmente della perdita di 2,6 milioni di anni di vita senza malattia per morte o disabilità legata all’ictus. Più di quanti ne sottragga il fumo. Lo sostiene uno studio dell’Università di Auckland in Nuova Zelanda.

Nel mondo aumentano i casi di ictus, negli ultimi 30 anni i casi sono aumentati del 70%, le morti del 44%. La malattia causa 7 milioni di morti al mondo ogni anno e ha delle cause genetiche e altre prevenibili come il fumo, il sovrappeso, la sedentarietà e l’esposizione allo smog. Proprio il ruolo dello smog nell’aumento dei casi di ictus viene evidenziato dallo studio pubblicato sulla rivista scientifica The Lancet.

Secondo la ricerca il 14% delle morti e delle disabilità causate dell’ictus sono da attribuire all’inquinamento dell’aria, in particolare il Pm 2.5, particelle 30 volte più sottili di un capello umano (derivanti principalmente dai gas di scarico delle automobili, dalla combustione delle centrali elettriche e dalla combustione del legno), è in grado di danneggiare le arterie aumentando il rischio di rottura. Le minuscole particelle di particolato sono in grado di raggiungere i polmoni ed entrare nel circolo sanguigno fino a fare esplodere i vasi sanguigni e causare coaguli di sangue che provocano la trombosi.

23 fattori di rischio modificabili

Lo studio ha individuato 23 fattori di rischio che combinandosi aumentano le probabilità di sviluppare la malattia. Accanto a fattori noti come l’obesità, il diabete, la sedentarietà, il fumo, l’età avanzata e la pressione alta ci sono fattori spesso ignorati come l’esposizione allo smog. La buona notizia è che secondo lo studio l’84% dei casi di ictus sono legati a fattori modificabili per cui la prevenzione gioca un ruolo importante nell’inversione della tendenza.

Il ruolo delle temperature in aumento

In condizioni di alte temperature la probabilità che si verifichi un ictus aumenta considerevolmente. La disidratazione legata alle alte temperature aumenta la vischiosità del sangue che diventa più denso e quindi più soggetto alla formazione di trombi. Si tratta di un fattore destinato a peggiorare a causa del surriscaldamento del pianeta.

Paesi come l’India, il Bangladesh e Nigeria hanno visto aumentare i casi di ictus per la combinazione di due fattori pericolosi come lo smog e le temperature in constante aumento. A ciò si sommano la mancanza di prevenzione e di cure adeguate, oltre all’aumento dell’obesità. Tre quarti delle persone colpite da ictus vivono in Paesi a medio o basso reddito. Il Medio Oriente e l’Africa sono le zone del mondo che registrano più casi.

Come proteggersi

Il consiglio dei ricercatori per limitare i danni da esposizione consiste nell’indossare le mascherine in luoghi molto inquinati (come tragitti in mezzo al traffico o nelle metropolitane prive di adeguato ricambio d’aria) e provvedere a un buon ricambio di aria nei luoghi chiusi. Questi accorgimenti non possono però sostituire soluzioni strutturali che abbassino il numero e il livello di esposizione agli agenti inquinanti nell’aria.

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