In questo numero del Tg Ambiente, realizzato in collaborazione con Italpress: 1) Ue, via libera al piano italiano da 6 miliardi per l’idrogeno green; 2) IA, green e competenze, la formazione asset strategico per le imprese; 3) Allarme del WWF: l’uomo è sempre più esposto alle sostanze chimiche; 4) Fast fashion, trovato piombo nei vestiti per bambini
In questo numero del Tg Ambiente, realizzato in collaborazione con Italpress:
1) Ue, via libera al piano italiano da 6 miliardi per l’idrogeno green: La Commissione europea ha dato il via libera al programma italiano da 6 miliardi a sostegno della produzione di idrogeno rinnovabile per i settori dei trasporti e dell’industria. Per Bruxelles i fondi rispettano le normative europee in materia di aiuti di Stato. Il sostegno è giudicato dalla Commissione proporzionato. Verrà infatti concesso a seguito di una procedura di gara competitiva basata esclusivamente sul prezzo di aggiudicazione offerto dai partecipanti. Gli aiuti hanno l’obiettivo di produrre effetti positivi in particolare sull’ambiente, perché contribuiranno alla decarbonizzazione dei settori ad alte emissioni. Questi effetti positivi secondo la Commissione superano quelli negativi sulla concorrenza. In base ai contratti previsti dal programma, verrà stabilito un prezzo di riferimento per l’idrogeno tramite una procedura di gara competitiva. Se il prezzo di un combustibile alternativo che verrebbe utilizzato dai consumatori di idrogeno scende al di sotto del costo di riferimento, l’Italia pagherà ai produttori di idrogeno la differenza. Se il prezzo del combustibile alternativo supera quello di riferimento, saranno i beneficiari a pagare la differenza allo Stato italiano. Il programma sarà attivo fino al 31 dicembre 2029.
2) IA, green e competenze, la formazione asset strategico per le imprese: In un mondo che corre alla velocità dell’Intelligenza Artificiale, l’Italia delle imprese risponde con un investimento massiccio sulle persone: la formazione continua è infatti diventata il vero “pilastro” della doppia transizione digitale e green. E’ il cuore di “Competenze che trasformano”, evento a Roma durante il quale Fondimpresa e INAPP hanno presentato il Rapporto di Monitoraggio Valutativo 2025.
3) Allarme del WWF: l’uomo è sempre più esposto alle sostanze chimiche: Allarme del WWF sulla crescente esposizione alle sostanze chimiche nella vita quotidiana. Per l’organizzazione stiamo diventando sempre di più “Homo chimicus”: un essere umano costantemente a contatto con una miscela di contaminanti presenti nell’aria, nell’acqua, nei cibi e negli oggetti di uso comune. Negli ultimi anni, soprattutto nei Paesi occidentali, si registrano segnali che preoccupano gli esperti: aumentano i casi di infertilità senza causa apparente, i disturbi dello sviluppo neurocognitivo e le diagnosi nello spettro autistico. Non esiste ancora un consenso scientifico sulle cause, ma diversi studi indicano che la combinazione tra fattori genetici e ambientali, insieme alla crescente esposizione a sostanze chimiche, potrebbe avere un ruolo. Tra i principali indiziati ci sono gli inquinanti dell’aria, come il particolato fine e gli ossidi di azoto, ma anche pesticidi, micro e nanoplastiche e i PFAS, le cosiddette “sostanze eterne”, utilizzate in molti prodotti di uso quotidiano. A questi si aggiungono composti chimici presenti in plastiche, vernici, mobili e dispositivi elettronici. Secondo il WWF il problema è che oggi il rischio per la salute viene spesso valutato analizzando le singole sostanze, mentre nella realtà siamo esposti a miscele di contaminanti che possono interagire tra loro. Per questo l’organizzazione chiede più ricerca sugli effetti delle esposizioni multiple, norme più severe e un approccio “One Health”, che riconosca il legame tra salute umana, ambiente ed ecosistemi. Perché, avverte il WWF, non può esistere salute in un ambiente malato.
4) Fast fashion, trovato piombo nei vestiti per bambini: Capi di abbigliamento fast fashion destinati ai bambini contengono livelli di piombo superiori ai limiti di sicurezza, con potenziali rischi per la salute. È questo quanto emerge da uno studio americano della Marian University. Sono state analizzato 11 magliette di diversi colori – tra cui rosso, giallo, rosa e blu – provenienti da quattro rivenditori, inclusi marchi di fast fashion e discount. I tessuti dai colori più vivaci, come rosso e giallo, sono risultati quelli con quantità maggiori di piombo rispetto a quelli con tonalità più neutre. “Tutti i capi testati superano il limite federale statunitense di 100 parti per milione (ppm)”, affermano gli autori dello studio. Anche una breve esposizione orale ai tessuti potrebbe portare a un’assunzione pericolosa di piombo. Il piombo è una sostanza tossica che può causare danni al sistema nervoso, problemi comportamentali e altre conseguenze gravi per la salute, soprattutto nei bambini sotto i sei anni, considerati particolarmente vulnerabili. Ma non solo, i bambini sono anche quelli più propensi a mettere i vestiti in bocca. Ma perché il piombo nei tessuti? Secondo i ricercatori, il piombo potrebbe essere utilizzato sotto forma di acetato di piombo come fissativo economico per rendere i colori più brillanti e duraturi. Quindi, si abbassano i costi di produzione, ma a un prezzo altissimo per chi indossa quei capi. Inoltre lo studio evidenzia inoltre la necessità di migliorare i controlli e l’applicazione delle normative, spesso difficili da far rispettare a causa dell’elevato volume di prodotti importati.


