Il giornalista Massimo Nava è l’ospite della puntata di questa sera de IL PUNTO, in onda su TeleAmbiente alle 22.30, canale 18 del DTT Lazio e Umbria e 221 nazionale.
Nuovo appuntamento questa sera alle 22.30 con IL PUNTO di Giuseppe Vecchio. Ospite della puntata il giornalista ed editorialista del Corriere della Sera Massimo Nava. L’occasione è l’uscita del nuovo libro di Nava, “Tastiere in gabbia, Democrazia e libertà di informazione a rischio”, Edizioni Dedalo.
Questa la sinossi del libro:
Le dittature e i regimi autoritari non amano la libertà di stampa e la reprimono con ogni mezzo, dalla censura all’arresto di giornalisti. La differenza fra regimi autoritari e democrazia in rapporto all’informazione è quindi ovvia. Meno esplorato è il processo che tende oggi a ridurre questa differenza. I metodi non sono altrettanto brutali, ma a lungo andare le conseguenze per la salute della democrazia possono essere altrettanto devastanti, complici anche i social network e l’intelligenza artificiale.
Questo libro analizza un nemico subdolo, che si nutre di pressioni da parte del potere, di epurazioni, piaggerie e carrierismi, di un “circo mediatico” in cui i protagonisti sono sempre gli stessi, di format televisivi intercambiabili che finiscono per esprimere una sorte di rete unificata. Denunciare, frenare, magari invertire questa deriva diventa assolutamente vitale
Massimo Nava (nato a Milano il 14 ottobre 1950) è un giornalista, scrittore e inviato speciale del Corriere della Sera, tra le firme più autorevoli del giornalismo italiano contemporaneo. Dopo gli studi universitari, intraprende la carriera giornalistica entrando nella redazione del quotidiano milanese, dove nel tempo assume ruoli di crescente responsabilità fino a diventare inviato speciale e corrispondente dall’estero.
Nel corso della sua carriera segue direttamente alcuni dei principali eventi storici della seconda metà del Novecento e dei primi decenni del XXI secolo. Tra gli anni Ottanta e Novanta racconta da vicino la fine della Guerra Fredda, documentando la caduta del Muro di Berlino nel 1989 e i profondi cambiamenti politici in Europa. Successivamente è impegnato come inviato nelle guerre nei Balcani (1991–1999), offrendo testimonianze dirette dei conflitti nell’ex Jugoslavia, e segue il genocidio in Ruanda del 1994. Negli anni Duemila continua a occuparsi di crisi internazionali, con particolare attenzione al Medio Oriente e alle trasformazioni geopolitiche globali.
Accanto all’attività giornalistica, sviluppa una significativa produzione letteraria che si estende dagli anni Novanta fino ad oggi. È autore di numerosi saggi e romanzi in cui affronta temi storici, politici e sociali, spesso legati all’Europa contemporanea, alla memoria del Novecento e ai conflitti internazionali.
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