Tra il 15 giugno e il 19 settembre, gli interventi dei Vigili del fuoco sono stati 8.278 in più rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Impennata di incendi boschivi anche in questa ultima settimana, la stragrande maggioranza dei quali concentrata in varie Regioni del Sud.
In Italia peggiorano i dati relativi agli incendi boschivi nel corso dell’estate 2025. Con la stagione ormai prossima alla fine, infatti, è tempo di bilanci e i dati ufficiali diffusi dai Vigili del fuoco non sono positivi. Nel periodo compreso tra il 15 giugno e il 19 settembre, infatti, gli interventi effettuati per incendi forestali e di vegetazione sono stati in tutto 62.136, con un aumento non trascurabile (8.278 interventi in più) rispetto allo stesso periodo del 2024.
Campagna antincendio boschivo 2025: dal 15 giugno svolti 62.136 interventi dai #vigilidelfuoco su tutto il territorio nazionale, di questi 2.343 nell’ultima settimana#firefighter #forestfires pic.twitter.com/A1PjMOmEI9
— Vigili del Fuoco (@vigilidelfuoco) September 20, 2025
Il lavoro dei Vigili del fuoco si è svolto con ogni tipo di strumentazioni e mezzi, come dimostrano anche le ben 4.797 ore di volo per missioni antincendio e i 21.572 lanci di sostanze effettuati sulle fiamme. Anche se l’estate, almeno convenzionalmente, è ormai agli sgoccioli, solo nell’ultima settimana, specialmente al Centro-Sud, sono stati diversi gli interventi delle varie squadre del Corpo nazionale dei Vigili del fuoco. Dal 13 al 19 settembre, infatti, ci sono stati ben 2.343 interventi per incendi, con la Sicilia che, con 622 diversi interventi, risulta essere la Regione più colpita negli ultimi sette giorni. Sempre al Sud le Regioni maggiormente interessate da incendi: seguono infatti la Puglia (421 interventi dei VV.F.), la Calabria (358) e la Campania (218).
Sempre in questa ultima settimana, ci sono stati 29 interventi totali della flotta aerea del Corpo nazionale per il contrasto agli incendi boschivi, mentre le squadre a terra hanno operato per un totale di 2.744 ore di lavoro. Dati non proprio incoraggianti, quelli degli incendi forestali in Italia, con il fenomeno che proprio a ridosso della fine dell’estate mostra un notevole colpo di coda.
Se proprio nei mesi più caldi si registra il maggior numero di roghi di vegetazione, non va dimenticato cosa concorre a distruggere il patrimonio verde del nostro Paese. Nella maggior parte dei casi, gli incendi sono di natura dolosa, ma poi ci sono altri fattori che rendono spesso i roghi incontrollabili: venti forti, alte temperature e la siccità che rende la vegetazione sempre più secca, trasformandola in un perfetto combustibile naturale.
Particolarmente amaro, di fronte ai dati diffusi dai Vigili del fuoco, è il senatore del Movimento 5 Stelle, Pietro Lorefice, originario proprio della Sicilia, la Regione più colpita dai roghi in quest’ultima settimana ma storicamente colpita da gravi incendi. “Un tempo si diceva: ‘Meno parole e più fatti’. Oggi siamo arrivati a una nuova frontiera di menefreghismo da parte di un Governo che non solo non agisce, ma non si degna neanche di parlare. Nessun segnale, nessuna assunzione di responsabilità, nessuna scusa verso i cittadini” – ha spiegato il segretario di Presidenza del Senato e capogruppo del M5S in Commissione bicamerale di inchiesta sul ciclo dei rifiuti e illeciti ambientali e agroalimentari (Ecomafie) – “In una situazione del genere, almeno i ministri competenti dovrebbero esprimere vicinanza, ammettere le proprie colpe, rassicurare la popolazione e comunicare soluzioni. Invece, assistiamo a un silenzio irrispettoso, che abbandona cittadini e territori di fronte ad una emergenza enorme. Il Governo si assuma la responsabilità della propria inerzia, chieda scusa al Paese e intervenga subito con un piano organico di prevenzione e di contrasto“.


