Il Ministro della protezione civile Nello Musumeci presenta un quadro a tinte fosche sulla probabile emergenza roghi della prossima estate. Ma non offre alcuna ipotetica soluzione
Come ogni anno anche la prossima estate sarà caratterizzata da incendi boschivi che interesseranno l’intera Penisola. Eventi che diventano sempre più frequenti e difficili da domare perché aumentano le condizioni meteo che li favoriscono (come siccità e ondate di calore). E allora, siamo pronti – come sistema Paese – a rispondere alle sfide poste dagli incendi boschivi? No. Almeno stando a quanto affermato dal Ministro per la protezione civile Nello Musumeci.
Musumeci riunisce la task force nazionale sugli incendi boschivi
Il ministro Musumeci ieri ha riunito la task force nazionale in vista dell’inizio della stagione estiva durante la quale sono state presentate le maggiori criticità.
Come ha spiegato lo stesso ministro al Messaggero, “il periodo da settembre 2023 a febbraio 2024 è stato caratterizzato da marcati deficit idrici, in pratica è piovuto il 30% in meno. La Sicilia è stata colpita da un’elevata siccità, con anomalie negative del 50%, mentre la scarsità di neve sull’Appennino potrebbe avere ricadute sui territori del Centro”. Tutti motivi che fanno pensare che i prossimi mesi saranno caratterizzati da numerosi incendi boschivi.
E dunque, dicevamo, l’Italia è pronta a rispondere alla crisi che verrà? Alla domanda della collega del Messaggero sul numero di mezzi a disposizione del Paese per lo spegnimento degli incendi il ministro ha risposto: “Purtroppo paghiamo una grave carenza ereditata dai decenni passati: la flotta dei Canadair è ridotta a poche unità. Registriamo anche carenze nella dotazione degli elicotteri”.
Più nello specifico, relativamente alle flotte aeree “quella dello stato è formata da una ventina di velivoli, poi ciascuna regione stipula convenzioni con i privati. Anche il corpo dei vigili del fuoco dispone di flotte proprie, formata da elicotteri di media e piccola portata”, aggiunge il ministro.
Incendi, mancano i mezzi ma anche gli uomini e le donne
A mancare non sono solo i velivoli ma anche gli uomini e le donne deputati a operare per spegnere gli incendi. “È uno dei problemi principali”, ammette il ministro che spiega come nelle regioni del Sud manchino i distaccamenti dei vigili del fuoco volontari che invece al Nord pullulano.
E dunque, dato questo quadro a tinte fosche, qual è il progetto del ministro per prepararsi all’emergenza roghi che ci aspettiamo da qui a qualche mese? “La mia bussola è la prevenzione – spiega Musumeci -. È indispensabile tanta cultura civica per unire gli italiani nella prevenzione”.
Parole belle ma che non aggiungono nulla alla necessità di trovare soluzioni alle carenze di organico e di mezzi per la prossima stagione calda. Perché probabilmente al momento soluzioni all’orizzonte non ce ne sono.


