Inclusività e Drone Racing FPV, in volo verso nuove frontiere

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La pratica sportiva può essere uno strumento potente per combattere le discriminazioni, promuovendo inclusione, rispetto e consapevolezza. Lo sport crea un ambiente in cui le persone, indipendentemente dal loro background, possono interagire, imparare a conoscere gli altri e superare le barriere della discriminazione. 

Un ronzio che attraversa l’aria, veloce e leggero, come un sogno che prende quota. È il suono di un drone in volo, ma per molti, è molto di più: è la possibilità di superare barriere, di vivere l’adrenalina della gara, di sentirsi finalmente liberi. Sempre più persone con disabilità stanno scoprendo lo sport dei droni come una nuova forma di espressione, competizione e inclusione.

Uno sport ad alta tecnologia, che sta trasformando il concetto di sport per i disabili e che siamo andati a scoprire all’evento ‘Inclusività e Droni Racing FPV’, organizzato da Csain – Centri Sportivi Aziendali e Industriali, con il patrocinio del Ministro per lo Sport ed i Giovani.

“Come ABC Droni abbiamo fatto due anni nelle scuole ad insegnare ai ragazzi di 11-14 anni il pilotaggio dei droni – ha spiegato Marco Neri, Presidente di Arvalia in volo e fondatore di ABC Droni – e gli insegnanti ci hanno detto che prima del corso, nella classe c’erano dei gruppetti e che i ragazzi non si parlavano tra di loro. Con il simulatore di volo e con il doppio comando, in palestra per il pilotaggio vero e proprio, i ragazzi parlavano naturalmente. Gli insegnati hanno visto raramente i ragazzi, tutti insieme, così coinvolti e così interessati. Noi non lo sapevamo, pensavamo di stare facendo un’attività un po’ di svago e ricreativa. Grazie a questo corso abbiamo scoperto questa capacità di unire”.

Ospite d’eccezione, la campionessa italiana di Drone Racing, Luisa Rizzo, che ha conquistato il gradino più alto del podio al Campionato Mondiale di Drone Racing della FAI – Federazione Aeronautica Internazionale, nominata Alfiere della Repubblica dal Presidente, Sergio Mattarella.

“La più grande campionessa che abbiamo in Italia e nel mondo è Luisa Rizzo – ha aggiunto Neri – è una ragazza fantastica che purtroppo è sulla sedia a rotelle e dà del filo da torcere con i suoi pollici fantastici e il pilotaggio dei suoi droni a tanti ragazzi e altri piloti di tutto il mondo, dimostrando quello che è lo spirito di questo evento e cioè che come nasciamo è solo un punto di partenza. La storia della nostra vita e il nostro ‘successo’ lo determiniamo con il nostro impegno, con le nostre scelte, la nostra voglia di fare cose che ci piacciono, che ci appassionino. E lei ne è la dimostrazione più lampante, oltre che essere una bellissima persona”.

Luisa, anche nota come LeoOnFire è già stata campionessa italiana per due volte nella Coppa Italia FPV e quattro volte nel campionato FAI. Nel 2018 è entrata nel Guinness World Record facendo passare il drone in 42 gates in 60 secondi. Inoltre, co-progetta i droni insieme a suo padre.

Com’è nata questa passione?

“In realtà è nata un po’ per caso, per coincidenza. Io sono affetta da atrofia muscolare spinale, quindi mi muovo pochissimo e papà, che da sempre è modellista, ha pensato di farmi usare un radiocomando con le mani, per farmi muovere le dita e allo stesso tempo per divertirmi. Quindi un po’ è nata a scopo terapeutico, poi io sono appassionata di sport, di motori e di velocità. Appena ho scoperto questa disciplina, non ci ho pensato due volte”.

Il desiderio di volare è sempre stato un po’ il desiderio degli esseri umani, puoi dare un messaggio a chi vuole avvicinarsi a questo sport?

“Purtroppo è una disciplina che conoscono ancora in pochi qui in Italia. Io invito chiunque abbia almeno un po’ d’interesse ad avvicinarsi a vedere e provare. Poi se nasce la scintilla, trovate qualcuno che sia vicino, confrontatevi con altri piloti, perché in gruppo è più facile. Però, non mollate mai”.

Quali emozioni e sentimenti provi mentre piloti?

“Per me la prima sensazione è stata quella della libertà, perché proprio abbattendo tutti i limiti il drone mi permette di fare tutto quello che io ho in mente, di muovermi in libertà, ma anche di mettermi alla pari di altre persone e parliamo di sport, quindi solitamente gli sport hanno sempre le categorie. E finalmente questa disciplina le può abbattere”.

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