Influenza aviaria: anticorpi del virus in una mucca. L'intervista al ricercatore

Influenza aviaria: anticorpi del virus in una mucca. L’intervista al ricercatore

Tabella dei Contenuti

Nei Paesi Bassi gli scienziati scoprono una mucca con gli anticorpi del virus H5N1. Branda (Università Campus Biomedico di Roma): “Ecco cosa significa per la lotta all’influenza aviaria”.

Cresce l’allarme influenza aviaria in Europa. Decine, soprattutto nelle ultime settimane, i focolai del virus H5N1 in Belgio, Bulgaria, Repubblica Ceca, Danimarca, Germania, Spagna, Francia, Svezia, Ungheria, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo e Italia. E proprio qui, a Nord dello Stivale, oltre 40 i centri di infezione riscontrati negli allevamenti avicoli. Tenerli sotto controllo, oggi più che mai, diventa fondamentale per contenere la malattia. A maggior ragione, pur in assenza di esseri umani contagiati, la Commissione Europea continua a monitorare la situazione per tutelare la salute pubblica.

Intanto, nei Paesi Bassi un bovino da latte ha gli anticorpi del virus H5N1. Un caso, il primo al di fuori degli Stati Uniti d’America descritto sulla rivista “Science”, che apre nuovi scenari nella lotta all’influenza aviaria.

L’episodio emerge durante un’indagine su un focolaio del virus H5N1 in un’azienda agricola con bovini da latte e gatti. Dopo la morte di alcuni felini domestici, le Autorità Locali sospettano possibili casi di influenza aviaria. Inizialmente, i test diagnostici sulle vacche sono negativi. Tradotto: non esiste traccia della malattia infettiva. Un successivo esame sierologico prescritto per cercare gli anticorpi prodotti dal sistema immunitario in risposta a una passata patologia rileva, invece, proprio gli anticorpi specifici contro il virus H5N1. Assenti nella mucca, però, ed è bene sottolinearlo, le manifestazioni della malattia infettiva. Questo episodio ha tre livelli di lettura: un livello geografico ed ecologico, perché, almeno fino al 2024, l’influenza aviaria nei bovini da latte si riteneva un evento eccezionale; un livello della sorveglianza a causa della mancanza di sintomi; e un livello biologico ed evolutivo, perché il virus H5N1, replicandosi in un altro essere vivente, seppur in maniera limitata o in assenza della patologia, dà origine a un esperimento naturale“, spiega a TeleAmbiente il ricercatore di Statistica Medica ed Epidemiologia Molecolare dell’Università Campus Biomedico di Roma, Francesco Branda.

Pubblicità
Articoli Correlati