Inquinamento fuori controllo, 23 città italiane oltre i limiti OMS nel primo trimestre 2025

Inquinamento fuori controllo, 23 città italiane oltre i limiti OMS nel primo trimestre 2025

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Uno studio su 26 città italiane rivela livelli allarmanti di PM2.5 e NO₂ già nei primi tre mesi del 2025. Inquinamento atmosferico ben oltre le soglie OMS e UE, con gravi rischi per la salute pubblica. 

Nel primo trimestre del 2025, molte città italiane hanno superato i limiti di sicurezza per PM2.5 e biossido di azoto (NO₂) rendendo la qualità dell’aria pericolosa per la salute pubblica.

A dirlo è uno studio condotto da “Isde Italia – Associazione Medici per l’Ambiente” insieme all’Osservatorio mobilità urbana sostenibile promosso da Clean cities campaign e a Kyoto Club. Lo studio ha monitorato le centraline Arpa di 26 città in 17 regioni del Belpaese e ha analizzato i risultati rapportandoli alle linee guida pubblicate dall’OMS.

Tra le città che preoccupano maggiormente c’è Torino dove, nella zona Rebaudengo, non si è registrato – dal 1 gennaio al 31 marzo – nemmeno un giorno con valori inferiori ai limiti di salubrità. Ma la situazione, dicevamo, preoccupa un po’ ovunque.

Smog, situazione pericolosa in diverse città italiane

Ben 23 città sulle 26 analizzate hanno superato i limiti OMS per PM2.5, con solo Genova, Pescara e Prato ancora nei parametri. Le criticità per il PM2.5 si concentrano nella Pianura Padana, mentre il biossido d’azoto è alto anche al Sud, soprattutto nelle città portuali. In 10 città (tra cui Milano, Torino e Venezia), i superamenti dei limiti UE per PM2.5 sono già oltre la soglia annuale dopo soli tre mesi. Se invece consideriamo i limiti – più stringenti – dell’OMS, nessuna città tra quelle analizzate ha un’aria considerata salubre. 

A partire dal 2030, l’Unione europea si adeguerà anche nelle normative alle indicazioni previste dall’OMS. Ma è evidente che la situazione in molte città italiane è ben lontana dalle indicazioni della comunità scientifica. Ma, fanno sapere gli esperti, servono assolutamente azioni immediate per ridurre l’inquinamento.

Questo perché l’inquinamento atmosferico è la principale minaccia ambientale per la salute in Europa, legato a malattie respiratorie, cardiovascolari e neurologiche. L’OMS stima oltre 7 milioni di morti premature l’anno nel mondo per inquinamento, con decine di migliaia di vittime solo in Italia.

Serve una spinta verso la decarbonizzazione

“Procedere rapidamente sulla strada della decarbonizzazione, ricorrere a efficienza energetica e fonti rinnovabili, e togliere veicoli inquinanti dalle nostre strade trasformando il modo in cui ci muoviamo è urgente e necessario se vogliamo risolvere l’emergenza sanitaria dell’inquinamento atmosferico e fermare la crisi climatica. Occorre investire decisamente in mobilità sostenibile (trasporto pubblico locale e mobilità attiva), non come fa il Governo in senso esattamente contrario, dirottando, con la legge di bilancio 2025 tutte le risorse per la mobilità diverse da quelle del Pnrr, a favore del Ponte di Messina”, ha sottolineato  Francesco Ferrante, vicepresidente del Kyoto Club

Roberto Romizi, presidente Isde Italia e Paolo Bortolotti, responsabile progetto inquinamento dell’aria di Isde, spiegano: “L’inquinamento atmosferico rappresenta una vera e propria emergenza sanitaria. Gli effetti sulla salute sono documentati da un’enorme mole di evidenze scientifiche: aumentano le malattie respiratorie, cardiovascolari, neurodegenerative, i disturbi dello sviluppo nei bambini e i problemi riproduttivi negli adulti. Di fronte a questi dati, non possiamo più permetterci esitazioni. È necessario ridurre subito le emissioni inquinanti attraverso politiche più ambiziose e coerenti con le raccomandazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità. Chiediamo alle istituzioni italiane (dal livello locale a quello nazionale) ed europee di agire con urgenza, recependo immediatamente i nuovi limiti sulla qualità dell’aria, investendo in mobilità sostenibile e transizione energetica. Proteggere la salute delle persone e migliorare la qualità della vita nelle nostre città non è solo un obiettivo, ma un dovere civile e scientifico”.

Fa loro eco Giovanni Viegi, medico pneumologo ed epidemiologo Cnr: “La recente seconda Conferenza Mondiale su Inquinamento Atmosferico e Salute, organizzata dall’Oms a Cartagena (Colombia), 25-27 marzo 2025, cui hanno partecipato istituzioni governative e non governative, università, centri di ricerca, associazioni di pazienti di oltre 70 Paesi, oltre a fare il punto sul carico di malattia, riguardante ormai tutti gli organi ed apparati, causato da inquinamento atmosferico e cambiamento climatico, ha lanciato un appello ad agire per ridurre del 50% gli effetti avversi sulla salute entro il 2040. Per fare ciò, è necessario un impegno multisettoriale verso la prevenzione, che coinvolga la pianificazione urbana (con incremento di aree verdi), il sistema dei trasporti (privilegiando i trasporti pubblici su rotaia, le biciclette, il camminare), il sistema di produzione di energia (passando dai combustibili fossili alle fonti rinnovabili)”.

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