Riforma della caccia, verso l'approvazione del ddl

Riforma della caccia, verso l’approvazione del ddl

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Martedì 23 giugno 2026, il Senato della Repubblica, salvo colpi di scena, darà l’ok definitivo al disegno di legge per riformare la caccia in Italia.

Continua lo scontro tra maggioranza e opposizione sul disegno di legge (ddl) per riformare la caccia in Italia. Martedì 23 giugno 2026, dopo quasi un anno di dibattiti dentro e fuori le istituzioni, il Senato della Repubblica, salvo colpi di scena, darà l’ok definitivo al provvedimento basato su 20 articoli.

Tra i punti più controversi, l’aumento delle specie animali abbattibili senza basi scientifiche, la trasformazione di alcuni scrigni di biodiversità in aree sporche di sangue e l’utilizzo delle doppiette in territori demaniali, dai parchi alle spiagge, anche in ore notturne, con seri rischi per la sicurezza di ciclisti, escursionisti e villeggianti. E non finisce qui.

Già, perché, attraverso la Riforma della Legge numero 157 dell’11 febbraio 1992, la caccia diventa “un’attività utile alla conservazione e alla tutela della biodiversità e degli ecosistemi”. E coloro che sparano agli esseri senzienti? Non più cacciatori, bensì bioregolatori.

Eppure, nonostante i dubbi della Commissione Europea su un disegno di legge ritenuto in contrasto con la Direttiva Uccelli, cioè con la Direttiva 2009/147/CE, e con la Direttiva Habitat, cioè con la Direttiva 92/43/CEE, il Governo Meloni tira dritto.

Una resa incondizionata alla frangia venatoria più estremista”, commenta la Segretaria del Partito Democratico (PD), Elly Schlein. Dello stesso parere il Presidente del Movimento Cinque Stelle (M5S), Giuseppe Conte: “Un grave passo indietro nella tutela della natura e della biodiversità”.

A schierarsi contro la Riforma della caccia dell’Esecutivo di centrodestra è anche l’attore Giovanni Storti da sempre in prima linea per la salvaguardia degli animali: “Se tenete a loro e a voi stessi, potete dare ancora fiducia al Governo Meloni?“.

 

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