Aumentano i casi di febbre West Nile in Italia. Branda (Università Campus Biomedico di Roma): “Ecco il nostro modello per prevenire i focolai”.
Aumentano i casi di febbre West Nile in Italia. A diffondere la malattia infettiva respiratoria sono, soprattutto durante l’estate, le zanzare considerate, nonostante le minuscole dimensioni, gli animali più pericolosi del pianeta Terra. Tra le Regioni più colpite dalla patologia, Piemonte, Lazio e Campania. Almeno sette le persone decedute a causa del virus nel 2025. Tutte vittime, ed è bene sottolinearlo, con disfunzioni pregresse. Nessun allarmismo, dunque, a detta degli scienziati. Già, perché, prevedere i nuovi focolai di febbre West Nile, soprattutto nei territori più a rischio, è possibile, attraverso un modello ideato dall’Università Campus Biomedico di Roma e basato su tecniche di machine learning.
“Dopo avere consultato i bollettini epidemiologici rilasciati dall’Istituto Superiore di Sanità (ISS) dal 2012 al 2024 sulla diffusione della malattia infettiva respiratoria in Italia, abbiamo raccolto informazioni correlandole, in un secondo momento, ai dati atmosferici, dalla temperatura all’umidità, fino alla pioggia. Questo modello chiamato XGBoost analizza, non a caso, le relazioni tra il clima e la diffusione della febbre West Nile nel corso del tempo. L’R quadro ottenuto è stato dello 0,97. Tradotto: nel 97% dei casi il metodo adottato, oltre ad avere capito l’influenza del clima sull’estensione del virus, ha dimostrato una correlazione positiva con la temperatura. In altre parole, aumento della colonnina di mercurio uguale aumento del rischio di infezione“, spiega a TeleAmbiente il ricercatore di Statistica Medica ed Epidemiologia Molecolare dell’Università Campus Biomedico di Roma, Francesco Branda.
Fondamentale, dunque, proteggersi sia dentro sia fuori casa contro una minaccia considerata stagionale anziché eccezionale.
“Contro la febbre West Nile in Italia, l’arma più potente è la disinfestazione. Necessaria, quindi, la rimozione dell’acqua stagnante nei sottovasi delle piante. Qui, non a caso, le zanzare sono solite deporre le uova“, conclude lo scienziato.
West Nile in Italia, ecco perché la zanzara è l’animale più pericoloso del pianeta Terra
Così piccola, eppure, così minacciosa. La zanzara è l’animale più pericoloso del pianeta Terra. Ad affermarlo è la rubrica anti-fake news della Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri (FNOMCeO), “Dottore, ma è vero che…?”, per informare adulti e bambini sulle conseguenze connesse alle punture dell’insetto ghiotto di sangue.
Nonostante l’utilizzo di piante repellenti, le oltre 3.700 specie dell’animale tanto invisibile quanto silenzioso continuano a intrufolarsi nelle case, soprattutto durante le estati più afose, con seri rischi per la salute umana. Già, perché, almeno secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), l’insetto diffuso a tutte le latitudini, eccetto Polo Nord e Polo Sud, uccide oltre 700.000 persone ogni anno. Tra le infezioni più gravi, la malaria, la febbre dengue, il virus zika, la febbre gialla e la febbre West Nile.
Una vera e propria mattanza, dunque, rispetto ai 100.000 uomini deceduti a causa del morso di un serpente ogni anno. E i paragoni non finiscono qui. Con i suoi denti affilati, sempre ogni anno, lo squalo uccide soltanto, si fa per dire, dieci persone.
Proteggersi dall’insetto caratterizzato dal fastidioso ronzio diventa, dunque, fondamentale. Tra le raccomandazioni dei medici, anche a seguito dell’aumento dei casi umani di febbre West Nile nel Lazio, l’installazione di zanzariere, l’eliminazione di ciotole, sottovasi e tombini con acqua stagnante e l’utilizzo di abiti lunghi sia all’alba sia al tramonto.


