Biodiversità italiana a rischio a causa dell’invasione di mantidi giganti originarie dell’Asia. Battiston: “Ecco perché questi animali rappresentano un pericolo per la natura dello Stivale”.
Aumentano le specie animali aliene in Italia. A invadere lo Stivale, dopo le tartarughe dalle orecchie rosse dell’America del Nord, i parrocchetti monaci dell’America del Sud e i granchi blu dell’Oceano Atlantico, sono le mantidi giganti originarie dell’Asia. Ospiti indesiderati che, giorno dopo giorno, possono compromettere la biodiversità del Bel Paese. A indagare il fenomeno è uno studio pubblicato sulla rivista scientifica “Journal of Orthoptera Research”.
Coordinatore del lavoro è Roberto Battiston, ricercatore del Museo di Archeologia e Scienze Naturali “Giuseppe Zannato” di Montecchio Maggiore, in provincia di Vicenza, in Veneto: “Il panorama delle mantidi appartenenti a specie animali aliene, soprattutto negli ultimi anni, sta diventando affascinante. Due, in particolare, gli esemplari originari dell’Asia molto agguerriti: Hierodula tenuidentatae e Hierodula patellifera. Per la prima volta, con il nostro studio, abbiamo quantificato i loro impatti sulla nostra biodiversità“.
Tra i problemi più preoccupanti, la predazione di anfibi, rettili e insetti impollinatori alla base della conservazione della ricchezza di vita del Globo.
“Hierodula tenuidentatae e Hierodula patellifera mangiano un po’ troppo“, ironizza l’entomologo.
Fondamentale, per la ricerca sulle mantidi aliene, oltre alle analisi di laboratorio, il contributo della citizen science, attraverso 2.300 segnalazioni pubblicate online da persone comuni e fotografi naturalisti.
“La cosiddetta “scienza dei cittadini”, che non è né un gioco né un passatempo, rappresenta uno strumento importantissimo. Uomini e donne, dopo avere notato, osservato e fotografato le mantidi, caricano i dati sulle piattaforme online. Senza il loro contributo, non a caso, non avremmo raccolto mai simili quantità di informazioni sulle problematiche descritte nel nostro studio“, conclude Roberto Battiston.


