In Italia vegani in crescita, ma resta il junk food tra i giovani

In Italia vegani in crescita, ma resta il junk food tra i giovani

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Alimentazione vegetale, prodotti plant based, alimenti “speciali” e cibi ultraprocessati: ecco quali sono le tendenze degli italiani secondo il nuovo Rapporto Eurispes 2026.

In Italia crescono i vegani, mentre diminuiscono lievemente i vegetariani. La quota di chi segue una dieta priva di carne scegliendo di consumare uova, latticini e derivati nell’ultimo anno è scesa dal 6,6% al 5,3%, mentre la percentuale di chi abolisce tutti i prodotti di origine animale è salita al 3,2%.

È quanto emerso dal focus sulle abitudini alimentari degli italiani del Rapporto Italia Eurispes 2026. Secondo l’indagine, l’8,5% dei cittadini è vegetariano o vegano, l’86,6% degli intervistati, invece, è onnivoro.

In rapporto alla popolazione italiana, i vegetariani sono 3 milioni, mentre i vegani raggiungono i 2 milioni. Soprattutto nel caso del veganismo, emerge come questo stile di vita – seppur ancora minoritario – sia sempre più presente nel paese. In poco più di dieci anni, infatti, la quota “vegan” è aumentata di oltre cinque volte.

Alla crescita di coloro che scelgono uno stile di vita più o meno “cruelty free” e attento all’ambiente, considerati “da rispettare” per il 78,1% degli intervistati, si contrappone una parte di italiani che si esprime un giudizio negativo su questo stile alimentare: il 31,4% crede che essere vegetariani sia una moda e il 31,2% ritiene che la scelta possa accompagnarsi a fanatismo e intolleranza verso chi non adotta le stesse abitudini alimentari.

L’interesse per un’alimentazione sempre più vegetale, comunque, risulta in crescita: il 20,9% dichiara che sceglierebbe una dieta vegetariana, ma teme di non riuscire a metterla in pratica.

La tendenza è confermata anche dal boom registrato negli ultimi anni da prodotti plant based e bevande vegetali (a base di soia o avena). A sostenere il comparto non ci sono solo i “puristi”, ma anche milioni di consumatori che – pur continuando a consumare carne e derivati – hanno inserito con maggior frequenza alternative vegetali per motivi etici, ambientali o di salute: si tratta dei cosiddetti “flexitariani”.

Tra gli alimenti “speciali”, i più acquistati sono quelli senza lattosio (33,3%) e senza zucchero (31,5%), ma non sempre perché c’è un’intolleranza. Stesso discorso per i prodotti senza glutine, senza uova e senza lievito.

Dall’indagine Eurispes è emersa anche la maggiore sensibilità delle fasce di popolazione under 25 e 25-34 anni alla recente moda degli alimenti proteici e all’acquisto di “junk food”. Nel 72,9% dei casi i giovani dai 18 ai 24 anni mangiano alimenti confezionati e ultraprocessati e il 75,7% consuma abitualmente energy drink, succhi di frutta industriali e bevande gassate.

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