Un invito per i viaggiatori a ritrovare, anche solo per un istante, il senso profondo dell'essere parte di un'umanità condivisa. L'opera d Jago all'aereoporto di Fiumicino.

“Apparato circolatorio”, sei cuori rossi che pulsano. Arriva l’opera di Jago a Fiumicino

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Un invito per i viaggiatori a ritrovare, anche solo per un istante, il senso profondo dell’essere parte di un’umanità condivisa. L’opera d Jago all’aereoporto di Fiumicino.

“Penso che ci possa essere un momento in cui, per un attimo, i cuori di tutte le persone del mondo battono all’unisono e si sincronizzano. Potrebbe essere già successo, potrebbe star succedendo qui ora. Credo che nel mondo ci sia un ritmo, una pulsazione fondamentale che ci collega”. A dirlo è Jago, nome d’arte dello scultore Jacopo Cardillo, parlando del significato profondo della sua opera ‘Apparato Circolatorio. Sei cuori, un solo battito’, svelata nei giorni scorsi, al Terminal 1, Area Transiti, dell’aeroporto internazionale di Roma Fiumicino ‘Leonardo Da Vinci’.

“Noi passiamo in mezzo a questa pulsazione, magari anche distrattamente, ma siamo sempre immersi in questo battito – prosegue l’artista – Credo che l’armonia sia quando le cose vibrano in un modo che non va per forza descritto ma che si percepisce e si sente”.

Sono sei cuori rossi in ceramica disposti in cerchio, una figura geometrica senza inizio né fine, e accompagnati da una videoproiezione che ne riproduce la pulsazione ritmica. All’interno dello scalo, l’installazione rappresenta un invito per i viaggiatori a ritrovare, anche solo per un istante, il senso profondo dell’essere parte di un’umanità condivisa.

“Mi metto da parte e cerco di origliare per carpire i significati degli altri: se l’opera dell’artista riesce a farsi contenitore dei significati altrui, allora c’è un passo verso una vittoria personale”, ha spiegato Jago.

Nel momento in cui Roma Fiumicino supera i 50 milioni di passeggeri annui e si conferma nell’élite degli hub a livello globale per qualità e connettività, continuiamo a investire per offrire a chi transita in aeroporto un ambiente accogliente, che celebri la straordinarietà e l’eccellenza dell’arte italiana valorizzando al massimo questa infrastruttura“, ha detto Marco Troncone, Amministratore Delegato di Aeroporti di Roma.

L’opera sarà visibile a tutti i passeggeri e rappresenta una nuova tappa del percorso intrapreso da Aeroporti di Roma, società del gruppo Mundys, per trasformare lo scalo di Roma Fiumicino in una vera e propria piattaforma culturale in cui l’arte contemporanea è accessibile, fruibile e parte integrante dell’esperienza di viaggio.

Chi è Jago

All’anagrafe è Jacopo Ceccarelli, classe 1987, nato a Roma, ha vissuto in diverse parti d’Italia, in Cina e negli Stati Uniti. Jago è un artista che utilizza come linguaggio espressivo la scultura, rendendola contemporanea. Le sue sculture diventano vere e proprie performance, grazie al mondo digitale.

Jago ha realizzato la sua prima mostra personale nel 2016, ma già a 24 anni era stato selezionato per partecipare alla 54° edizione della Biennale di Venezia con il suo busto di Benedetto XVI. Nel 2016 questa scultura è stata ripresa per trasformarla in Habemus Hominem, che è diventata una delle sue opere più iconiche. Segue poi una mostra a New York, città nella quale sceglie di trasferirsi e di lavorare sul suo Figlio Velato, ispirato al Cristo Velato di Sanmartino.

La sua carriera poi è decollata e nel 2019 Jago è stato il primo artista ad inviare una scultura interamente realizzata in marmo su una stazione spaziale, in collaborazione con l’European Space Agency. La scultura era First Baby ed è rientrata sulla terra nel 2020.

 

 

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