La Cina apre la rotta artica, 18 giorni di navigazione contro i 28 attraverso il canale di Suez

La Cina apre la rotta artica, 18 giorni di navigazione contro i 28 attraverso il canale di Suez

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18 giorni di navigazione contro i canonici 28-30 attraverso Suez grazie alla Northern Sea Route; la nuova rotta inaugurata dalla Cina consentirà alle merci di risparmiare dieci giorni di tragitto e tutto “grazie” allo scioglimento dei ghiacci e all’ausilio della Russia.

I rompighiaccio russi aprono la strada e danno assistenza alle navi portacontainer cinesi che possono così costeggiare la Siberia e utilizzare un percorso alternativo a quello che passa per Suez o per il Capo di Buona Speranza almeno per alcuni mesi all’anno. La distanza da percorrere è enormemente inferiore; 14mila km contro i 23mila della rotta canonica, un vantaggio cruciale per l’invio di merci deperibili o di componenti tecnologici.

La rotta artica denominata “China-Europe Actic Express” partirà il 20 settembre da Qingdao, prevede che le navi container passino attraverso l’artico per arrivare in Inghilterra  Felixstowe), Olanda (Rotterdam), Germania (Amburgo) e Polonia (Danzica).

Si tratta però di un percorso che mette a rischio ambientale il fragile equilibrio artico, finora risparmiato dall’inquinamento delle grandi navi. Non è ancora chiaro l’atteggiamento che l’Unione europea assumerà nei confronti di questa nuova possibilità, se è vero che non appare sostenibile da un punto di vista ambientale è altrettanto vero che permette di accorciare i tempi e quindi anche i costi delle spedizioni da e verso il paese del Dragone nonché di allontanarsi dalle rotte mediorientali.

La rotta tradizionale delle merci cinesi arriva in Europa passando attraverso il Canale di Suez, si tratta di una rotta molto trafficata che rallenta il passaggio ed espone le imbarcazioni ai rischi della pirateria, attiva nel Mar Rosso, e dei conflitti in Medio Oriente. Basti pensare ai continui attacchi degli Houti yemeniti o alla vicinanza al conflitto in Palestina.

La Russia punta ad aprire un corridoio navigabile tutto l’anno entro il 2030 utilizzando una nuova generazione di rompighiaccio. Va da sé che Mosca intende mantenere il controllo di questa rotta e quindi utilizzarla come merce di scambio nelle contrattazioni internazionali.

Si tratta comunque di un primo test per verificare la fattibilità dell’apertura di una nuova rotta che ha come limiti la necessità dell’ausilio russo, la stagionalità (si può praticare solo in estate e autunno) e l’impossibilità di utilizzare grandi navi portacontainer.

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