Strumenti e metodologie della Valutazione del ciclo di vita (LCA) sono ben noti agli esperti tecnici e all’ambito accademico e di ricerca, ma manca l’inserimento nel contesto normativo italiano. È ciò a cui punta Patty L’Abbate, deputata del Movimento 5 Stelle, che con una proposta di legge intende inserirla nel D. Lgs. n. 152/2006 (Testo Unico dell’Ambiente). A Taranto, intanto, dal 23 al 25 settembre si terrà il XX Convegno della Rete Italiana LCA, di cui TeleAmbiente è media partner.
Ridurre gli sprechi e l’impatto ambientale del ricorso a materie prime ed energia, rendendo la Valutazione del ciclo di vita (LCA) organica alle normative italiane. Quella che finora è rimasta una materia confinata all’ambito scientifico e alla ricerca, deve diventare un riferimento normativo, ed è per questo che la deputata del Movimento 5 Stelle, Patty L’Abbate, ha presentato in una conferenza stampa alla Camera la sua proposta di legge per inserirla all’interno del Decreto Legislativo n. 152/2006.
L’appuntamento a Montecitorio, che ha visto insieme all’onorevole L’Abbate anche esperti tecnici, docenti universitari e ricercatori, è stato l’occasione anche per presentare il XX Convegno della Rete Italiana LCA, che si terrà a Taranto dal 23 al 25 settembre e di cui TeleAmbiente è media partner. Se gli esperti, che si confrontano costantemente ogni anno su tutti i temi, sono assolutamente concordi sugli strumenti e sulle metodologie da adottare, ora spetta alla politica inquadrarli dal punto di vista legislativo. Ed è proprio questo l’obiettivo dell’onorevole Patty L’Abbate.
“Questa proposta di legge punta ad inserire la Valutazione del ciclo di vita all’interno del Decreto legislativo 152, cioè il Testo Unico dell’Ambiente. Serve ad inserire un po’ di scienza in quelle che sono le decisioni pubbliche, che hanno un piccolo difetto: non fanno prevenzione. Quanto vorremmo noi, per esempio, diminuire l’estrazione e l’utilizzo di materie prime? Oppure ridurre, per esempio, anche gli sprechi d’energia o un sacco di altre cose che attualmente, purtroppo, non sono ben contabilizzate?” – ha spiegato Patty L’Abbate – “Noi puntiamo a contabilizzare, come accade ad esempio con l’impronta di carbonio (carbon footprint), però questo metodo non è presente nel D. Lgs. 152. Noi stiamo semplicemente dicendo alla politica di ascoltare la scienza, non è assolutamente un aggravio dal punto di vista burocratico. Stiamo solo dicendo come bisogna far meglio le cose e come bisogna prendere le decisioni in modo oculato e con un metodo specifico, che esiste già sulla carta e nei metodi standardizzati“.
“Noi oggi presentiamo anche il convegno, che si terrà a Taranto, di Rete Italiana LCA. Un’associazione scientifica, composta da professori e ricercatori di tutta Italia, che utilizzano questo metodo, e oggi ne parleranno” – ha aggiunto la deputata del Movimento 5 Stelle – “Nel corso di questa conferenza stampa non sarà presentato solo il convegno, ma anche qualche esempio di come questo metodo viene applicato nelle scelte che si devono fare, sia nella pubblica amministrazione che, a volte, nelle imprese“.


