Ai microfoni di TeleAmbiente sono intervenute ‘Le Vibrazioni’. Una lunga chiacchierata in cui si è parlato della musica di oggi, dei loro esordi, dei live e di tanto altro. La band, capitanata da Francesco Sarcina, è partita da Chianciano Terme (Si) per il nuovo tour 2026.
Il nuovo tour 2026 de ‘Le Vibrazioni’, una delle rock/pop band più conosciute della musica italiana, è partito dal Palamontepaschi di Chianciano Terme (Si).
Con le telecamere di TeleAmbiente eravamo lì.

Il leader della band, Francesco Sarcina, ha esordito ironizzando sul fatto che ancora non è stato scelto in nome del tour: “Ancora il nome del tour non lo sappiamo, non lo abbiamo ancora deciso. Quest’anno si potrebbe fare un contest, così mentre partiamo, aggiungeremo il nome in locandina”.
“Per l’estate – ha detto Sarcina – c’è anche in uscita un singolo nuovo, quindi potrebbe essere anche il titolo del singolo, ma che ancora non vi svelerò, è un titolo un po’ ambiguo”.
Ritorno live con una nuova formazione
“Il palco è casa nostra – ha affermato Francesco Sarcina – adesso abbiamo anche una nuova formazione con Roberto Dellera (da tre anni) al basso ed il tastierista Carmine Calia. Abbiamo trovato un sound giusto, questa volta siamo molto vicini a quel sound nostro, anni ‘70 e siamo soddisfatti”.
“Il nome del tour sarà – ha scherzato poi il chitarrista della band, Stefano Verderi – ‘il sound proprio nostro, finalmente l’abbiam trovato, anni ‘70 Tour 2026’, una cosa facile da ricordare”.
Una band che non ha mai seguito le mode
“Le mode – ha ricordato Francesco Sarcina a TeleAmbiente – cambiano talmente tanto velocemente che è anche stupido ed obsoleto seguire le mode, anche perché le mode si rifanno a cose del passato. Noi abbiamo il nostro stile, è sempre stato quello, anche se sicuramente un occhio a quello che accade bisogna sempre averlo. Oggi è un peccato per i giovani, che hanno una via più facile, nascondendosi dietro ai tools digitali che perfezionano la voce o le sonorità, non sono messi in condizione di migliorare se stessi”.
“I tools si possono usare – ha continuato il cantante – ma bisogna comunque cercare di fare il proprio lavoro al meglio, sapendo fare delle cose, devono essere un upgrade, non può essere una scusa per fare finta. Oggi qualunque nome usa queste tecnologie e quando il tool non c’è, ci rendiamo conto che è una grande presa in giro”.
Una band che ha raggiunto il successo nei primi anni duemila con pezzi cult come: ‘Dedicato a te’, ‘Vieni da me’ e molti altri.
“Ogni era a le sue cose belle e le sue cose negative – ha spiegato Francesco Sarcina – l’unica vera differenza è che quando abbiamo iniziato noi c’erano tanti locali dove si poteva suonare e quindi il giovane poteva scegliere diverse tipologie di situazioni dove integrarsi, c’era il rap, c’erano molte identità più elettroniche, c’era il rock, il pop, oggi invece c’è più omologazione. Per il giovane è più difficile integrarsi, perché non conosce, non riesce a scoprire cose nuove in cui ci si può sentire a proprio agio. Non è un problema del ragazzo, ma è un problema di chi dovrebbe preservare la cultura in Italia. è un discorso molto più ampio. Dobbiamo dare spazio ai giovani e dare la possibilità ai locali di poter proporre e fare. È chiaro che se un locale ha dei costi di gestione esagerati, uno si limita, se ne frega del prossimo e succede quello che vediamo ogni giorno”.
“I tempi sono cambiati – gli ha fatto eco il chitarrista della band, Stefano Verderi– noi siamo usciti con un videoclip, all’epoca c’erano le tv musicali che funzionavano, tipo Mtv, All Music. Noi grazie ad un videoclip siamo riusciti ad emergere, adesso non c’è più quella possibilità”.
“I giovani oggi hanno il web – ha proseguito Sarcina – che è sicuramente una finestra in più per comunicare senza avere schermi e barriere, ed a volte, artisticamente, capitano delle cose incredibili, a volte sono buone, altre volte ci chiediamo come mai. Negli anni è un po’ regredita anche la capacità di elaborare le cose belle, è una questione di abitudine, non siamo più abituati a scegliere, tutto è un po’ più limitato. Ogni epoca ha le sue problematiche, noi noi siamo qui a criticare, siamo qui a fare il nostro, chi ha voglia viene e chi non ha voglia, può anche non ascoltarci”.
L’ultimo disco di inediti risale al 2018
“Siamo stati un po’ fermi, ma ci hanno tenuto un po’ fermi – ha puntualizzato Francesco Sarcina sempre a TeleAmbiente – ci sono dei meccanismi particolari, anche dal punto di vista discografico. Noi abbiamo sempre prodotto e fatto cose, però non riusciamo a stare alla moda. Se tu segui la moda, quando l’hai raggiunta, è già cambiata, quindi noi facciamo quello che ci piace e che sappiamo fare”.
L’artista ha poi ribadito il ruolo della musica nella ‘buona’ comunicazione
“La musica – ha evidenziato Francesco Sarcina – oggi può aiutare con la riflessione, fare musica è un modo per comunicare in maniera diretta con il pubblico e non attraverso i social, dove è tutto bello, ma c’è comunque sempre un po’ un distacco. Dobbiamo far capire alle persone che scesi dal palco siamo tutti esseri umani ed abbiamo delle responsabilità civili e civiche, il senso civico è fondamentale. Spesso si vuole creare un distacco, ma quando scendiamo, al di là del lavoro che facciamo, anche noi abbiamo figli, torniamo a casa, abbiamo delle mogli, delle responsabilità. È importante mantenere un rapporto ‘umano’ con le persone, ed è fondamentale farlo capire, perché abbiamo tutti un ruolo civico, oltre che civile”.
In conclusione Francesco Sarcina ha parlato dei cinque anni (2012-2017) in cui ha intrapreso la carriera da solista: “Ci siamo fermati perché era un momento molto complicato, anche discograficamente, ma siamo ancora qua perché teniamo duro. Io penso che ognuno di noi può fare progetti personali”.
“In quel momento – ha raccontato il cantante – ci siamo fermati perché era un momento critico in cui si poteva distruggere anche il rapporto umano e quindi abbiamo preferito fermarci, non per il bene della band, ma per quello della nostra ‘famiglia’. Ognuno di noi fa le proprie cose, ma la band è una famiglia e questo è un valore che va rispettato. L’importante è tenere saldo il rapporto ed in questo momento lo è più che mai”.
Formazione
Formate da Francesco Sarcina, Stefano Verderi e Alessandro Deidda, Le Vibrazioni sono sul palco con Roberto Dellera al basso e Carmine Calia alle tastiere
Riprese a cura di Eugenio Pupilli.


