Legambiente dà il via alle sue campagne storiche; Goletta Verde e Goletta dei Laghi e lancia un allarme sul consumo di suolo.
Le coste italiane sono sempre più violate dal cemento a causa di “costruzioni abusive, cave fuorilegge, occupazioni illecite del demanio marittimo e irregolarità negli appalti pubblici.” La Campania è ancora una volta prima nella triste classifica del mare violato dal cemento illegale. Seguono Sicilia e Toscana.
L’associazione ambientalista ha pubblicato in anteprima i dati del suo report Mare Monstrum; nel 2024 nelle regioni costiere italiane si sono verificati 10.332 reati (+0,7% rispetto al 2023). Una media di circa 28 reati al giorno.
Diminuiscono denunce, arresti e sequestri ma aumentano gli illeciti amministrativi; +85,6% rispetto al 2023. Cresce anche l’efficacia delle sanzioni amministrative: oltre 28mila, il cui valore economico supera i 53 milioni di euro. Nel complesso, tra reati e illeciti amministrativi, sono oltre 38.000 le infrazioni accertate. In questo quadro diventa più che mai utile l’opera di sensibilizzazione delle campagne Goletta Verde e Goletta dei Fiumi.
“Depurazione, energie rinnovabili e olico offshore, tutela della biodiversità, inquinamento da plastiche e rifiuti, gestione sostenibile del turismo e adattamento alla crisi climatica. Sono questi e tanti altri i temi di Goletta Verde e Goletta dei Laghi, le campagne di
Legambiente, che rispettivamente da 39 e 20 anni ogni anno si prefigurano l’obiettivo di tutelare i nostri mari e i nostri laghi.” Afferma Francesca Cugnata, coordinatrice campagne Legambiente che inviata. prendere parte agli eventi: “Centinaia di monitoraggi lungo tutte le coste italiane e nei principali laghi italiani e decine di incontri, eventi, laboratori e flash mob. Un viaggio lungo tutta la penisola per raccontare le minacce al nostro straordinario patrimonio naturale, ma per sostenere anche tutte quelle che sono le buone pratiche di gestione sostenibile e di tutela del nostro patrimonio.”
“Con le nostre campagne storiche – dichiara Giorgio Zampetti, direttore generale di Legambiente – vogliamo promuovere le opportunità delle rinnovabili (con un particolare focus sull’eolico offshore), del turismo sostenibile e della tutela dei preziosi ecosistemi marini e lacustri e, al tempo stesso, denunciare la morsa del mattone illegale sulle coste, il problema della dispersione dei rifiuti plastici nell’ambiente e i ritardi dell’Italia rispetto al trattamento delle acque reflue, che minaccia non solo la qualità delle acque ma spesso anche il turismo. Lo dimostrano le 4 procedure di infrazione europee che procedono nel loro iter e l’ultima sanzione pecuniaria scattata il 27 marzo 2025. Ad oggi, secondo la Corte dei conti, sono stati versati oltre 200 milioni di euro solo per la prima multa, che aumenteranno nei prossimi anni. Un esborso considerevole, soprattutto alla luce degli oltre 4 miliardi stanziati dal Governo dal 2013 attraverso varie misure. Con l’entrata in vigore della nuova Direttiva europea sulle acque reflue, che alza l’asticella del trattamento e del riuso e che richiede ulteriori investimenti, non possiamo più permetterci di restare indietro. Adeguare gli impianti non è solo un obbligo di legge, è una priorità per la salute dei nostri mari, delle risorse idriche interne e della cittadinanza. Le nostre campagne, oltre che denunciare le criticità ancora presenti, proporranno soluzioni e racconteranno le diverse esperienze virtuose che oggi dimostrano che le soluzioni non solo esistono, ma sono anche praticabili”.


