Libri, ecco "Considera gli animali" di Simone Pollo

Libri, ecco “Considera gli animali” di Simone Pollo

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A Teleambiente Simone Pollo, Professore Associato di Filosofia Morale presso il Dipartimento di Filosofia della Sapienza – Università di Roma, presenta il suo libro “Considera gli animali”.

Che siano domestici o selvatici, gli animali pensano, gioiscono e soffrono. Un cane ospitato all’interno di una famiglia umana, però, ha una vita diversa da un maiale recluso in una fattoria. Esistono, dunque, esseri senzienti di serie A e di serie B? A rispondere a questa domanda è il libro “Considera gli animali” (Editori Laterza) di Simone Pollo, Professore Associato di Filosofia Morale presso il Dipartimento di Filosofia della Sapienza – Università di Roma.

 

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Ecco l’intervista a Simone Pollo sul libro “Considera gli animali”

Perché il libro “Considera gli animali”?

Il libro “Considera gli animali” presenta uno dei grandi problemi della società attuale ovvero le relazioni tra animali umani e animali non umani. Una questione che, tra l’altro, non è nemmeno nuovissima. Non a caso, fin dai tempi antichi, i filosofi si sono interrogati su cosa fosse giusto fare verso mammiferi, anfibi, rettili, uccelli e insetti. Oggi, però, il problema ha caratteristiche e dimensioni senza precedenti, perché ogni anno l’essere umano sfrutta, soprattutto per la produzione alimentare, milioni, anzi, miliardi di conigli, maiali e polli. Tra l’altro, e ciò la scienza lo afferma senza dubbio, gli animali sono esseri senzienti capaci di provare gioia e dolore. Proprio per questo il loro sfruttamento non è più accettabile né scientificamente né filosoficamente“.

Non a caso, tra le pagine del volume edito da Editori Laterza per la collana FiliRossi, anche un focus sugli allevamenti intensivi.

Gli allevamenti intensivi rappresentano un sistema alimentare orientato al profitto economico. Proprio per questo gli imprenditori non considerano le condizioni di detenzione degli animali ridotti a macchine. Un vero e proprio orrore denunciato per la prima volta nel 1964 dalla scrittrice Ruth Harrison nel suo libro “Animal Machines”. A distanza di oltre 60 anni, però, niente sembrerebbe essere cambiato, anzi“.

Proprio per questo, oggi più che mai, la transizione alimentare verso cibi sostenibili diventa una necessità. Mangiare biscotti e patatine con farina di insetti oppure bistecche a base di carne coltivata, però, è davvero etico?

Bisogna fare una premessa, perché i cosiddetti “novel food” sono di vario tipo. Alcuni animali, nonostante siano impiegati ancora pochissimo in Europa, rappresentano il pasto quotidiano per oltre due miliardi di persone sul pianeta Terra. Sicuramente si potrebbe pensare che allevare un grillo, anziché un maiale oppure un vitello, possa essere migliore da un punto di vista etico, e a suo modo lo è. Probabilmente la consapevolezza del dolore di un insetto è diversa dalla consapevolezza del dolore di un mammifero. In un certo senso, dunque, ciò potrebbe rappresentare un miglioramento laddove ci si debba alimentare con proteine animali. Diverso, invece, è l’utilizzo di tecniche promettenti come la carne coltivata. Proibirne la ricerca, anzi, proibirne la commercializzazione prima di una sua possibile vendita, come accaduto in Italia, non solo è antiscientifico, ma anche immorale. Una forma intollerabile di conservatorismo per ragioni ben comprensibili a causa dell’indotto derivante dalla distribuzione dei prodotti di origine animale“.

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