Secondo il Prorettore alla sostenibilità della Sapienza Livio de Santoli le COP sono “uno strumento democratico che si rivolge a paesi che democratici non sono”.
La COP28 si è conclusa con l’ennesima “promessa” e il rinvio “alla prossima volta”. Un’ennesima dimostrazione di un sistema che, per quanto sia condiviso da tutte le nazioni del pianeta, per Livio de Santoli così com’è non può funzionare.
Intervenuto durante la trasmissione Il Punto, in onda su TeleAmbiente, il Prorettore alla sostenibilità della Sapienza ha spiegato che le COP, in maniera similare all’ONU, sono “uno strumento democratico che si rivolge a paesi che democratici non sono”.
“Nelle COP ogni nazione ha lo stesso peso, sia essa il più piccolo atollo o una grande superpotenza come Russia o Cina”, spiega de Santoli.
Uno strumento democratico che però, come per l’ONU, non funziona perché “regola nazioni e governi che non sono per niente democratici.”
De Santoli cita i paesi arabi, come l’Egitto, che ha ospitato l’ultima COP.
“Il colmo lo abbiamo avuto nel 2023, dove la Conferenza delle Parti è stata presieduta da uno dei maggiori esportatori di petrolio, il Sultano Al-Jaber”.
“Sono stati ben contenti di questa COP lui e i suoi amici dell’OPEC,” conclude de Santoli, “tanto più che grazie a questo sono riusciti trasformare il Phase Out (ovvero l’eliminazione di tutti i combustibili fossili, sostituite dalle energie rinnovabili), a una transizione, lunga, lunghissima, forse infinita. In questo modo i petroldollari controlleranno la transizione energetica.”


