Como, chiude allevamento intensivo di conigli | VIDEO

Como, chiude allevamento intensivo di conigli | VIDEO

Tabella dei Contenuti

A contribuire allo smantellamento dello stabile dell’orrore è stato anche Essere Animali.

Struttura fatiscente sia all’esterno sia all’interno, gabbie arrugginite e pavimento ricoperto di escrementi. Queste le condizioni di un allevamento intensivo di conigli a Lomazzo, in provincia di Como, in Lombardia. Dopo avere raccolto le segnalazioni dei cittadini soliti notare le carcasse dei mammiferi nelle campagne circostanti, l’edificio dell’orrore ha chiuso. A contribuire allo smantellamento dello stabile è stato anche Essere Animali da sempre in prima linea nella tutela dei nostri coinquilini terrestri a quattro, a due o senza zampe, con le ali, le pinne o le squame.

Era il 2022, infatti, quando gli ambientalisti, dopo avere documentato la sofferenza di almeno 5.000 conigli, avevano presentato una denuncia alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Como. Nel corso delle settimane, l’Agenzia di Tutela della Salute (ATS) dell’Insubria, nonostante un controllo nell’allevamento intensivo, non aveva rilevato gli estremi per dare il via a un procedimento penale. Eppure, nonostante l’archiviazione della denuncia, l’ente pubblico, dopo avere notato un eccessivo accumulo di deiezioni non raccolte, ne aveva ordinato la sanificazione. Fondamentale, inoltre, la messa a norma dello stabilimento, attraverso opere di manutenzione ordinaria e straordinaria. Anziché attuare interventi simili però, almeno a detta di Essere Animali, l’azienda ha preferito la chiusura.

Questo caso mostra che, purtroppo, gli allevamenti intensivi con situazioni critiche sono ancora molto diffusi. In Europa nove cittadini su dieci ritengono che gli animali non debbano essere detenuti nelle gabbie. Ciò, però, è ancora la norma per oltre 300.000.000 di conigli, galline, scrofe, vitelli, quaglie e oche. Di questi, tra l’altro, più di 40.000.000 solo in Italia. Chiediamo alle istituzioni nazionali e comunitarie di vietare gli allevamenti intensivi con le gabbie“, ha dichiarato il Presidente di Essere Animali, Simone Montuschi.

 

Visualizza questo post su Instagram

 

Un post condiviso da Essere Animali (@essereanimali)

Non solo conigli negli allevamenti intensivi, ecco il documentario “Food for Profit” di Giulia Innocenzi

Si intitola “Food for Profit” il docufilm della giornalista Giulia Innocenzi su contraddizioni e orrori degli allevamenti intensivi in Europa. L’inchiesta realizzata in collaborazione con il regista Pablo D’Ambrosi e con la Lega Antivivisezione (LAV) è stata presentata in anteprima internazionale al Parlamento Europeo nel 2024. Un lavoro durato ben cinque anni tra immagini choccanti e testimonianze sottocopertura per svelare il vero volto dell’industria della carne nel Vecchio Continente. Già, perché l’Unione Europea prima promuove il Green Deal, cioè la transizione ecologica verso un pianeta Terra più sostenibile, e poi finanzia gli allevamenti intensivi con quasi il 20% del suo budget.

Un intreccio tra lobby zootecniche e politica, dunque, ma anche una vera e propria incoerenza soprattutto perché le strutture solite detenere maiali, mucche e polli inquinano, e non poco. Eppure, secondo “Food for Profit”, gli affari, cioè i soldi, sono più importanti del benessere degli animali, della salute umana, della salvezza del Globo. “Tra gli altri Paesi pronti a mostrare l’inchiesta, Australia, Belgio, Lussemburgo, Olanda e Taiwan“, aveva dichiarato a Teleambiente Giulia Innocenzi.

Pubblicità
Articoli Correlati