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Lombardia, la caccia nei valichi montani diventa un caso

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Una legge regionale approvata in Lombardia consente la caccia anche nei valichi, a causa di un vuoto normativo nella direttiva europea Uccelli. Devis Dori, deputato di AVS, ha rivolto un’interrogazione al ministro Lollobrigida, sostenitore della legittimità della norma: “La sua risposta non ci soddisfa, la biodiversità è un patrimonio di tutti ma la destra italiana è influenzata dalla lobby dei cacciatori”.

Come se non bastasse la riforma della caccia promossa dal ministro Francesco Lollobrigida, una legge regionale della Lombardia ha aperto alla caccia anche in aree come i valichi montani ed alpini. Il tutto, a causa di un vuoto normativo nella direttiva europea Uccelli, come ha spiegato anche il ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, che alla Camera dei deputati ha risposto ad un’interrogazione da parte di Devis Dori, deputato di Alleanza Verdi e Sinistra. L’onorevole Dori ha chiesto chiarimenti al ministro, che dal canto suo ha giustificato l’approvazione della legge da parte di Regione Lombardia con un calo della pressione venatoria, con la necessità di tutelare l’agricoltura locale e con il presunto ruolo dei cacciatori come bioregolatori. Una risposta che non convince il deputato di opposizione.

Pochi giorni fa, Regione Lombardia ha approvato la legge regionale n. 16 del 2025, che consente la caccia in alcuni valichi montani. Nello specifico, sono 23 valichi montani che vanno a coinvolgere ben sei province lombarde, per un totale di un territorio di circa 90 mila ettari. Questo è stato giustificato come una sorta di conseguenza della legge 131 che è stata recentemente approvata in Parlamento e quindi sostenuta dal governo Meloni. Abbiamo interrogato il ministro Lollobrigida, in realtà, perché riteniamo che, in attesa dei decreti attuativi della legge 131, la Lombardia abbia fatto il passo più lungo della gamba, che l’iniziativa legislativa regionale sia illegittima e che allo stesso tempo sia contraria alle norme e alle direttive europee” – ha spiegato Devis Dori a TeleAmbiente – “Il ministro Lollobrigida, nella sua risposta, ha affermato che sia la legge nazionale che quella regionale siano perfettamente in linea con la normativa europea. Non è così a nostro parere: non solo sono in contrasto con la normativa europea, ma anche con la nostra Costituzione, che nell’articolo 9, come abbiamo modificato nella scorsa legislatura, prevede la tutela degli animali e della biodiversità in generale“.

Da questo punto di vista, autorizzare la caccia nei valichi montani significa andare a colpire l’avifauna in un momento di particolare vulnerabilità, perché gli uccelli utilizzano i valichi montani con una finalità ascensionale proprio per attraversare le montagne stesse. A nostro parere, non solo questo va contro i principi della nostra Costituzione sulla tutela degli animali e della biodiversità, ma in ogni caso continuiamo a vedere, da parte del centrodestra in Lombardia ma anche dalla destra italiana in generale, una sorta di accanimento nei confronti della fauna selvatica e un regalo nei confronti della lobby della caccia. Basta vedere come le sigle dei vari cacciatori abbiano festeggiato l’approvazione di queste norme” – ha aggiunto il deputato di Alleanza Verdi e Sinistra – “Per favorire i pochi, si va a danneggiare un bene che è un patrimonio di tutti, l’ambiente e la fauna selvatica. Questo, purtroppo, l’abbiamo visto in questi anni, non solo contro l’avifauna: in alcuni interventi di fine seduta ho sentito, da parte di membri della maggioranza, parole contro i lupi, gli orsi, i cinghiali… Da un lato, a livello di facciata, vanno ad approvare la cosiddetta legge Brambilla, dall’altro c’è un dato di fatto: la destra odia quantomeno la fauna selvatica“.

Certamente, non ci ha soddisfatto la risposta del ministro Lollobrigida, che anzi ha giustificato queste scelte quasi come una forma di contenimento necessario. Nella sua risposta, quasi mi aspettavo che proponesse addirittura un premio Nobel per i cacciatori, da quanto il loro ruolo sia stato presentato come necessario e fondamentale per il contenimento” – ha concluso Devis Dori – “Dal nostro punto di vista, invece, viene favorita come al solito la lobby dei cacciatori, che evidentemente a livello politico è molto forte ed ha una forte influenza sulla destra italiana, ma anche quella relativa alla produzione e al commercio di armi“.

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