Due ordigni hanno fatto esplodere l’auto del giornalista e della figlia nella tarda serata di ieri. Sigfrido Ranucci, che vive sotto scorta dal 2014, è andato a sporgere denuncia e ha spiegato: “Neanche venti minuti prima, mia figlia era passata lì davanti, poteva morire”. Sul caso indaga l’Antimafia, dalla politica solidarietà bipartisan. Oggi in Rai un presidio di solidarietà organizzato da FNSI, Usigrai e Stampa Romana.
Attentato contro Sigfrido Ranucci, conduttore di Report. Due ordigni hanno fatto esplodere l’auto del giornalista e conduttore della trasmissione di inchiesta di Rai 3 e della figlia, davanti alla loro abitazione di Campo Ascolano, frazione di Pomezia (Roma): è accaduto nella tarda serata di giovedì 16 ottobre. Dopo l’esplosione, le due auto sono andate completamente a fuoco. Lo ha reso noto lo stesso Sigfrido Ranucci, che ha raccontato: “Due ordigni hanno distrutto le auto parcheggiate davanti casa, le deflagrazioni sono state così forte da scuotere l’intero quartiere“. Come se non bastasse, la figlia del giornalista era passata davanti alle auto pochi minuti prima delle esplosioni, così potenti che avrebbero potuto ucciderla. Le due esplosioni sono state così violente da aver fatto tremare l’intera via in cui abita il giornalista e conduttore televisivo, come testimoniato anche dai vicini di casa: “Tutto il quartiere le ha sentite, sono state davvero forti, abbiamo avuto paura“.
Questa notte un ordigno è stato piazzato sotto l’auto del giornalista e conduttore di Report, Sigfrido Ranucci. L’auto è saltata in aria, danneggiando anche l’altra auto di famiglia e la casa accanto. Sul posto carabinieri, Digos, vigili del fuoco e scientifica. La Procura di… pic.twitter.com/KmDycbpgq1
— Report (@reportrai3) October 16, 2025
Le esplosioni degli ordigni hanno danneggiato anche la casa accanto a quella di Sigfrido Ranucci. Sul posto sono intervenuti i carabinieri, i vigili del fuoco, la Digos e la Scientifica, mentre la Procura territorialmente competente si è già attivata per le verifiche. Sigfrido Ranucci, che da tempo vive sotto scorta, è stato accompagnato dai carabinieri a denunciare l’accaduto, e all’Ansa ha spiegato: “Mia figlia ha posteggiato la sua auto ed è passata lì venti minuti prima dell’accaduto. Sembra che si tratti di un ordigno rudimentale, ma ora bisogna vedere la natura dell’esplosivo. Con tutte le minacce che riceviamo non è semplice risalire alla matrice“.
Report, sui propri canali social, ha diffuso un video girato qualche minuto dopo l’esplosione: l’auto di Sigfrido Ranucci, parcheggiata nello stesso punto dall’ora di pranzo di giovedì 16 ottobre, è risultata completamente distrutta, quella della figlia gravemente danneggiata. Ranucci vive sotto scorta dal 2014, dopo alcune minacce di morte giunte da ambienti legati alla mafia, e da tempo denuncia anche “il clima di isolamento e di delegittimazione” nei suoi confronti. Recentemente, il conduttore di Report è stato vittima di nuove intimidazioni: prima il ritrovamento di due proiettili P38 fuori casa, poi un pedinamento da parte di persone che poi erano state fermate e identificate dalla scorta.
Al giornalista e conduttore di Report è prontamente giunta la solidarietà bipartisan del mondo politico, con esponenti di maggioranza e opposizione (compresa la premier Giorgia Meloni) e colleghi che hanno condannato con fermezza l’accaduto. Sul caso indagano anche i pm antimafia di Roma: Carlo Villani, pubblico ministero della Direzione distrettuale antimafia – coordinato dall’aggiunto Ilaria Calò – procede per danneggiamento con l’aggravante del metodo mafioso, in attesa di ricevere le prime informative da parte di carabinieri, Digos e Scientifica intervenuti sul posto. Le indagini sono solo all’inizio, ma gli investigatori hanno reso noto che la bomba posta accanto all’auto di Sigfrido Ranucci era carica di ben un chilogrammo di esplosivo.
Matteo Piantedosi, ministro dell’Interno, ha reso noto di aver dato mandato di rafforzare al massimo le misure a protezione di Sigfrido Ranucci, vittima di “un gesto vigliacco e gravissimo che rappresenta un attacco non solo alla persona, ma alla libertà di stampa e ai valori fondamentali della nostra democrazia“. Fermezza arriva anche dalla Federazione Nazionale della Stampa Italiana: “Un attentato che riporta indietro di decenni l’orologio della democrazia in Italia. Un attentato non solo a Sigfrido Ranucci, ma alla libertà di informazione, all’articolo 21 della Costituzione, ai principi basilari della convivenza civile e della democrazia“. Alessandra Costante, segretaria generale della FNSI, ha anche aggiunto: “Chiediamo che venga fatta chiarezza con rapidità su ciò che è accaduto. L’attentato a Ranucci mostra un salto di qualità nelle azioni contro il giornalismo“. Il sindacato nazionale della stampa, insieme all’Usigrai e a Stampa Romana, ha organizzato per oggi, alle 16, un presidio davanti alla sede Rai di via Teulada: “Saremo al fianco di Sigfrido Ranucci per dimostrare che per i giornalisti italiani la libertà di informazione è inviolabile“.
A Sigfrido Ranucci, volto e simbolo del giornalismo di inchiesta indipendente e di ciò che oggi rimane di un autentico servizio pubblico, vanno ovviamente anche la solidarietà e la vicinanza di tutta la redazione di TeleAmbiente.
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